La Flc Cgil: “Continueremo a batterci per i lavoratori, c’è chi si accontenta, noi no”

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La Flc Cgil, in una nota, ribadisce la propria contrarietà all’azione di governo e aderisce idealmente allo sciopero generale di domani, giovedì 16 dicembre.

“Lo sciopero generale del 16 dicembre è in ideale continuità con lo stato di agitazione proclamato per tutti i settori della conoscenza, a cominciare dallo sciopero del 10 dicembre nel settore della scuola statale. Domani aderiranno alla mobilitazione l’Università, la Ricerca, l’Afam e i settori privati della conoscenza, ma chiediamo anche alle lavoratrici e lavoratori della scuola liberi da impegni di lavoro di partecipare alle manifestazioni interregionali. La nostra mobilitazione continua perché non consideriamo lo sciopero un fine in sé ma lo strumento democratico e partecipato per far aumentare il peso della rappresentanza dei lavoratori che anche questo governo vuole ridurre a un ruolo ancillare”

“Rispediamo decisamente al mittente la retorica dei sindacalisti seri che lavorano ai tavoli e di quelli “cattivi” e irresponsabili che scioperano e non cercano le soluzioni. Irresponsabile è chi ha smesso di crederci. Ai tavoli tecnici abbiamo partecipato fino al giorno in cui abbiamo dichiarato lo stato di agitazione, e sappiamo benissimo quanto fossero inconcludenti e privi di contenuti, e proprio per questo abbiamo deciso di disertarli. Una scelta inevitabile, con la quale, abbiamo voluto lanciare un primo segnale contro il persistente disinvestimento nell’istruzione che è ormai la scelta di quasi tutti i governi degli ultimi vent’anni”, continua la nota.

“Chi parla di massimalismo non conosce il significato del termine o ha dismesso i panni del sindacalista. Scioperare è normale pratica democratica per qualunque sindacato, tranne evidentemente per uno, e solo rispetto al governo Draghi. E invitare i lavoratori a stare zitti e buoni perché c’è chi ci pensa, ci sembra non solo paternalistico, ma assolutamente perdente. Perché tutto quello che arriverà dalla legge di bilancio sarà il risultato di chi ha deciso di dire no alle prese in giro di un governo che dopo aver firmato un Patto per il rilancio della Scuola lo ha disatteso sistematicamente su ogni punto. E se quello che otterremo sarà tanto sarà un grande risultato, ma se sarà poco bisognerà rilanciare”, aggiunge.

“C’è chi si accontenta, noi no. Non è questo il momento storico. Questo è il tempo della partecipazione ed è il tempo di far cambiare strada al nostro Paese a partire dalla scuola”, conclude il comunicato.

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