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La Finlandia, modello di resistenza alla disinformazione grazie all’educazione mediatica a scuola

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La Finlandia è considerata un’eccellenza mondiale nell’insegnare alle nuove generazioni a riconoscere e combattere la disinformazione e le teorie del complotto.

Il segreto di questo successo risiede nell’approccio innovativo adottato fin dalle scuole elementari, dove l’educazione all’uso critico dei media è parte integrante di tutte le materie, dalla matematica all’educazione fisica.

Le radici di questa metodologia affondano nelle ricerche degli anni Novanta condotte da un gruppo di pedagogisti dell’Università della Lapponia a Rovaniemi. Le loro scoperte hanno ispirato la formazione degli insegnanti finlandesi e sono state integrate nei programmi scolastici.

“La nostra priorità non è semplicemente la lotta alla disinformazione, ma sostenere e rafforzare l’alfabetizzazione mediatica nella società”, spiega Leo Pekkala, esperto del gruppo pionieristico e oggi direttore del dipartimento di studi sull’educazione ai media presso l’Istituto audiovisivo finlandese.

Fin dalla tenera età, i bambini finlandesi imparano a creare contenuti multimediali, come video e articoli di giornale, comprendendo che dietro ogni storia c’è un autore con uno scopo preciso, che offre solo una parte della realtà. Alle scuole medie e superiori, gli insegnanti di ogni materia integrano l’educazione mediatica, ad esempio analizzando come le statistiche e le immagini possono essere manipolate.

Tale pratica costante stimola gli studenti a interpretare criticamente anche i dibattiti politici e sociali attuali. Gli insegnanti incoraggiano uno spirito critico sano, ammettendo di poter sbagliare e invitando gli alunni a correggerli, in un clima di fiducia reciproca.

L’istituto Ahvenisjärvi di Tampere, con un’alta percentuale di studenti stranieri, offre un esempio concreto di come queste metodologie vengano applicate con successo. Gli insegnanti guidano gli alunni a riconoscere fonti attendibili, utilizzare Wikipedia con cautela e creare contenuti pubblicitari per comprendere i meccanismi della persuasione.

Grazie a questo approccio integrato e partecipativo, i finlandesi dimostrano una resistenza eccezionale alla disinformazione, confermandosi all’avanguardia nell’alfabetizzazione mediatica a livello globale.

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