La figura del mediatore professionista nell’ambito del nostro sistema scolastico. Lettera

di redazione
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Inviato da Francesco Garofalo – Inserire nell’ambito del nostro sistema scolastico la figura del “Mediatore Professionista”, risponde ad una urgenza di natura culturale e civile.

I crescenti conflitti che si registrano quotidianamente nell’ambito della scuola richiedono interventi di carattere professionale volti a conciliare le diverse motivazioni che determinano ostilità e contrapposizioni tra gli attori che operano, all’interno del mondo dei professionisti, dell’istruzione di ogni ordine e grado. Prima ancora di intervenire sui conflitti presenti nelle aule, all’interno del cosiddetto gruppo classe, si rende necessario “bonificare” i contesti ambientali scolastici, soventi traslati nelle aule dei vari tribunali. Conciliare le incomprensioni all’interno della classe docente è un prerequisito indispensabile per intervenire a “sedare” le liti che sorgono tra bambini e adolescenti che compongono il mondo variegato e complesso della categoria degli studenti. Quali sono le motivazioni che conducono ad alterare il clima delle relazioni tra gli insegnanti, insegnanti e dirigente, insegnanti e famiglie e cosi via
Le motivazioni che spingono al conflitto sono di diversa natura e spesso non si sanno riconoscere le cause che conducono alle forti contrapposizioni che si rilevano fuori e dentro le aule.

Tra le cause del malessere e dei disagi emergono le sproporzionate prese di posizioni che vengono assunte da chi concepisce, gestisce e manifesta il “ruolo” che ricopre: intempestive comunicazioni , sproporzionati provvedimenti, arbitrarie prese di posizioni, mancanza di rispetto delle regole e cosi via. Tali comportamenti sono causa di contenziosi giudiziari che non fanno altro che alimentare ansie e avvilimenti che vanno ad aggravare la situazione di precarietà psicologiche rilevata e diffusa nell’ambito della categoria degli insegnanti la cui professione, come risulta da numerosi studi e ricerche condotte a livello nazionale, risulta altamente usurante e invalidante. Non è un caso che le certificazioni sanitarie e le invalidità riconosciute agli insegnanti siano collegate a condizioni di disagio psichico che si manifesta, appunto, nelle relazioni , alterando i rapporti interpersonali e con l’ambiente sociale in cui si opera. E’ risaputo che molti aspetti relazionali, ritenuti a prima vista inconcilianti, di difficile negoziazione possono essere riassorbiti e condotti nell’alveo di una sana comunicazione verbale e non verbale.

La figura del mediatore, all’interno della scuola pubblica, è importante perché attraverso la sua azione professionale, il suo stile culturale sarà chiamato a costruire percorsi di mediazione fra gli aspetti che a prima vista sembrano inflessibili e di difficile negoziazione pedagogica. L’affermazione di questa figura professionale nell’ambito del sistema educativo contribuirà a coltivare e sviluppare un clima di efficaci relazioni, importanti per proiettare l’ambiente scolastico verso il benessere emozionale su cui si sviluppano le abilità, le competenze e le conoscenze personale e del gruppo. Compiti e competenze che attualmente non si individuano nel ruolo degli attori che operano nel settore dell’istruzione pubblica la cui gestione è affidata a livello periferico a Dirigenti scolastici che spesso non possiedono la pazienza di Giobbe, la sincerità di un inglese e il dorso di un rinoceronte per mediare il conflitto. La capacità tecnica implica, pertanto, la conoscenza specifica degli strumenti che devono essere attuati per condurre e svolgere adeguatamente il percorso di mediazione che richiede capacità di generare fiducia, identificare gli interessi ed i bisogni delle parti, lcapacità di coadiuvare le parti per la ricerca di soluzioni creative, capacità di individuare soluzioni alternative e cosi via.

Il mediatore, peraltro, svolgerà nell’ambito dell’istruzione la diffusione della cultura della conciliazione e nel rispetto del codice etico saprà contenere i principi fondamentali di competenza, indipendenza, imparzialità e riservatezza richiamati dalla normativa. Le scuole nel quadro dei progetti e degli esperti esterni da utilizzare individuino l’inserimento di questa moderna e figura professionale, nel segno della civiltà e della modernità del nostro sistema scolastico bisognoso di serenità emotiva, di grande professionalità e tolleranza sociale.

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