La famiglia? È nella scuola. Parola di pedagogiste

di redazione
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Comunicato – La famiglia deve trovare sempre più una modalità di partecipazione nella scuola, soprattutto nella fascia 0-6 anni.

È quanto emerso dall’incontro di oggi al Palazzo Caritro Famiglie e servizi all’infanzia, nell’ambito del Festival EDUCA di Rovereto, che ha visto dialogare fra loro alcune pedagogiste del territorio, Martina Bassetti, Viviana Brugnara, Silvana Buono e Sara De Zolt, moderate da Chiara Bove, docente della Bicocca di Milano. Come ha spiegato in apertura Bove “storicamente i servizi all’infanzia fin dagli anni ‘70 hanno creato le condizioni per la partecipazione delle famiglie nelle scuole; oggi questo ruolo è un po’ cambiato, devono innovare e rigenerare questo rapporto”, una relazione che è comunque imprescindibile perché “educare da soli è difficile, anzi impossibile”.

A tracciare le linee di una “alleanza educativa 2.0” è stata Viviana Brugnara, dell’Ufficio infanzia, Dipartimento istruzione e cultura della Provincia autonoma di Trento, che ha presentato il progetto Ugas, acronimo di “Un giorno a scuola”.

Il progetto, partito con una sperimentazione un paio di anni fa, si è tradotto in una app, Ugas appunto, che valorizza nuove modalità di comunicazione alle famiglie e si muove in una direzione doppia, ovvero scuola-famiglia e famiglia-scuola. L’app consente di scambiarsi messaggi su una piattaforma che protegge la privacy e di accorciare le distanze, unendo in un filo diretto le due realtà. “Nel nostro territorio – ha concluso Brugnara – abbiamo visto che si è trattato di una sperimentazione importante e positiva soprattutto per le scuole dove ci sono molti bambini ‘trasportati’, ovvero in quei luoghi dove i genitori non tutti i giorni hanno un contatto diretto con la scuola”.

Silvana Buono, della cooperativa La Coccinella, ha quindi presentato un progetto interessante, declinato nell’arte e rivolto ai bambini fino ai 3 anni. In due nidi d’infanzia, a Trento e Mattarello, sono stati proposti dei percorsi in collaborazione con il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea – ovvero delle visite alla Casa d’Arte Depero che hanno coinvolto i genitori in diversi step. “Depero ci è sembrato particolarmente coinvolgente e intrigante per le suggestioni che poteva offrire ai bambini”, ha commentato Buono nel spiegare come sono stati avvicinati i bambini all’arte.

Quindi Sara De Zolt, coordinatrice del circolo della Val di Cembra della Federazione provinciale delle scuole dell’infanzia, ha parlato della Biblioteca di scuola, un progetto culturale per costruire connessioni, che si è sperimentato presso la scuola dell’infanzia di Pressano. Anche in questo caso sono state coinvolte le famiglie, oltre a creare connessioni importanti con il territorio e con un istituto professionale.

Infine Martina Bassetti, coordinatrice pedagogica di servizi nido d’infanzia per la cooperativa Pro.Ges di Trento, ha illustrato un progetto partito in un solo servizio e poi esteso in tutti quelli gestiti dalla cooperativa. L’idea alla base è quello di un “progetto educativo familiare”, per “co-progettare con le famiglie”, ovvero per coinvolgere autenticamente nella progettazione del percorso al nido i genitori.

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