La docente accoltellata, “Lui come sta?” Lo studente la riteneva causa della bocciatura, per procura atto premeditato

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“Io vivo per loro da trent’anni e non riesco a comprendere”. Le prime parole pronunciate dalla docente sono state rivolte allo studente. Adesso è ricoverata ricoverata all’ospedale di Varese. La sua condizione, inizialmente critica, ha richiesto un intervento in terapia intensiva, seguito da un trasferimento in chirurgia d’urgenza.

I fatti

L’aggressore, un ragazzo di 17 anni, ha colpito ieri la docente alle spalle con un coltello a serramanico. La dinamica dell’evento, avvenuto nell’atrio di un istituto professionale di Varese, ha lasciato tutti sgomenti, soprattutto considerando che il giovane non aveva mai mostrato comportamenti aggressivi in passato.

Indagini in corso e supporto psicologico

La situazione ha richiesto un’indagine approfondita da parte degli investigatori per capire le motivazioni dietro l’atto e le relazioni preesistenti tra l’insegnante e lo studente. Nel frattempo, la scuola ha emesso un comunicato, esprimendo consapevolezza della gravità dell’accaduto e ha attivato un supporto psicologico per studenti e docenti.

Giovane aggressore in carcere

Il giovane aggressore, ora detenuto nel carcere minorile Beccaria di Milano, non aveva precedenti penali né era seguito dai servizi sociali. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso ferma condanna dell’aggressione, garantendo impegno e supporto a favore della tutela del personale scolastico. Il ministro ha inoltre proposto l’approvazione di un disegno di legge riguardante il voto in condotta, evidenziando la necessità di un’azione concreta in risposta a tali eventi.

Quello studente “va fermato”

I parenti della docente sono intervenuti commentando i fatti, come riporta TGCOM24, “lo studente – hanno dichiarato – voleva uccidere, potrebbe rifarlo. Va fermato, dev’essere curato”.

Contestata la premeditazione

Secondo quanto si apprende dalle agenzie di stampa, il giovane imputava alla docente la causa della sua bocciatura. Questa accusa è emersa dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Varese. Secondo la Procura per i minori, l’attacco all’insegnante è stato un atto premeditato, anche se sembra che il ragazzo abbia agito da solo, senza condividere i suoi piani con altri.

Gli investigatori stanno esaminando i suoi profili social e il cellulare, ma fino a ora non sono emerse evidenze di comunicazioni o messaggi che potessero anticipare il suo gesto. Pertanto, si ritiene che il movente dell’aggressione sia legato al suo insuccesso scolastico, in particolare alla bocciatura nel suo terzo anno di studi.

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