La didattica a distanza: testimonianza di una insegnante di scuola primaria

Lettera

Mariangela Ungaro, insegnante elementare e musicista – Gentilissimi signori,  ho letto con estremo interesse l’articolo dedicato alla didattica a distanza.

Purtroppo ci è piovuta addosso, senza preavviso, almeno a chi non si è mai domandato che fine avrebbe fatto l’istruzione nel mondo contemporaneo…

Non a me, o a quelli come me, che sapevano, se lo aspettavano, in qualche maniera.

L’istruzione non poteva rimanere indenne dalla crisi della “civiltà” o presunta tale. O dalla filosofia, diciamo così, sottesa al Nuovo Ordine Mondiale, o che dir si voglia.

Personalmente, prima di diventare docente di ruolo a tempo indeterminato a soli 21 anni, ero pianista e compositrice, laureata al Conservatorio, un ambiente antico che mostrava potenti germi di dissoluzione. Da “menestrello senza pelle”, artista, ho sempre “visto lungo”, diciamo così.

Sopravvissuta allo tsunami del sud est asiatico del 26.12.2004, ho cominciato a misurare la vita col metro della morte e da lì è scaturito probabilmente (oltre alle varie tragedie che ho vissuto, tra cui la morte per cancro di mio marito, artista come me, e una malattia personale che mi ha dato molto su cui riflettere) il mio sentire.

Ho scritto lungamente diversi saggi critici, tra cui “Cinema d’ascolto” in cui, attraverso lo studio di tutta la cinematografia mondiale , dai fratelli Lumiere ai giorni nostri, e della sua colonna sonora, ho desunto tutte le categorie che muovono il linguaggio universale per eccellenza, la musica, e ho dimostrato che una pace è davvero possibile per l’umanità, perché in fondo al cuore, parla la stessa lingua.

Forte delle mie consapevolezze, (il cinema e la musica sono sempre profetici in tal senso) ho iniziato a studiare tecnologia e informatica, da sola, nottetempo (ho prole e nessun aiuto).

Dopo 25 anni di “servizio” alla didattica, all’arte e alla Cultura, mi sento di poter affermare quanto segue: la didattica a distanza è davvero possibile e arricchente, solo non nel modo raffazzonato in cui ci è stata sostanzialmente imposta, per giunta.

Soprattutto nella scuola primaria, un docente degno di questo nome, che ne sente cioè il grande privilegio e l’enorme responsabilità, insegna UMANITA’ attraverso gli ambiti disciplinari, ma può davvero farlo attraverso la presenza reale, non virtuale. E’ ridicola solo l’idea, figlia di questa “civiltà” che è confusa e alla deriva, in cui ha fallito il “sistema lavoro”. Perché chi detiene il potere voleva il fallimento della cultura, solo così avrebbe potuto governare indisturbato.

“E’ più facile dominare chi non crede in nulla”.

Ma non mi sono scoraggiata, anzi, ho lavorato il doppio, per usare un eufemismo.

Ho realizzato e condiviso un’intera playlist di video tutorial didattici, dove non c’è mai la mia faccia, non farò mai “dirette”.

Non ho più nulla da dimostrare a questo mondo “apparente” e vuoto come i “valori” che professa, che ha confuso il  benessere col ben-avere. E che corre sempre più velocemente verso la fine del promontorio, neanche fossimo un branco di lemming acritici.
Lascio il mio umile lavoro a chi vorrà giovarne.
Con grande stima.

PLAYLIST DIDATTICA

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