La didattica a distanza richiede agli insegnanti fatica superiore rispetto alle lezioni tradizionali

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La didattica a distanza, nonostante non possa supplire a quella in presenza, richieda una fatica superiore a quella delle lezioni tradizionali. E’ questa uno degli argomenti affrontati dal sindacato Gilda durante un’assemblea sindacale svolta in contemporanea in tutte le province di Italia. 

Data questa constatazione, “gli insegnanti – si legge in un comunicato –  trovano avvilente, dunque, che il loro impegno sia misconosciuto da parte di chi, invece, ha addirittura parlato di recupero del tempo perso”.

Il riferimento è alla prospettiva di lezioni in classe anche nel mese di giugno, per recuperare eventuali giorni di lezione non svolti nel corso dell’anno scolastico a causa dell’emergenza Coronavirus. Una possibilità della quale ha parlato qualche settimana fa il Ministro Azzolina, che proprio ieri ha chiarito “Non è stato deciso nulla ancora. Serve un confronto e una riflessione. Su eventuali azioni da compiere per assicurarci che nessuno resti indietro. Il calendario scolastico è deciso dalle Regioni”.

Certamente non potrà essere considerato da “recuperare” il tempo trascorso in modalità di didattica a distanza, modalità che dal DPCM del 3 novembre (e per qualche regione già prima) ha coinvolto al 100% gli studenti della scuola secondaria di II grado. Discorso a parte per infanzia, primaria  e secondaria I grado, che hanno subito in questi mesi  chiusure ad intermittenza, in base al colore della regione e all’aggravarsi della situazione epidemiologica.

Ma certamente non sarà da mettere in discussione l’impegno profuso dagli insegnanti in questi mesi.

Un impegno e un ripensamento del modo di fare didattica che è già iniziato lo scorso anno durante il lockdown. Per questo motivo purtroppo l’indagine pubblicata da INDIRE in base ad un sondaggio svolto nel mese di giugno su un campione limitato di docenti che hanno risposto in maniera volontaria alle domande, sembra non rendere giustizia del grande lavoro svolto fin qui dalla dagli insegnanti.

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Va inoltre messo in evidenza che dal 7 gennaio (così come all’apertura delle scuole a settembre) le scuole adotteranno la didattica digitale integrata, dato che a fare rientro nelle aule sarà il 75% della popolazione scolastica.

E la didattica digitale integrata comporta anch’essa una rimodulazione delle attività didattiche, se non anche degli orari settimanali.

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