04 Agosto 2020 - Aggiornato alle 07:56

La Didattica a distanza è “vincere i pregiudizi e le diffidenze” INTERVISTA

Il Coronavirus ha fatto diventare, sempre più sentita l’esigenza di una partnership educativa tra scuola e famiglia, fondata sulla condivisione dei valori e su una fattiva collaborazione delle parti nel reciproco rispetto delle competenze.

Di fatto, potremmo dire, che questa comunione di valori è già entrata prepotente, in maniera incontrollata, diciamo per necessità e lo sta rimanendo per virtù.

Essa è riconosciuta come un punto di forza necessario per dare ai ragazzi la più alta opportunità di sviluppo armonico e sereno ed è parte del concetto, sempre più diffuso, che l’educazione e l’istruzione sono anzitutto un servizio alle famiglie che non può prescindere da rapporti di fiducia e continuità che vanno costruiti, riconosciuti e sostenuti.

La nuova stagione di interrelazione e di dialogo con la famiglia

La crescente sensibilità – si legge in un documento del Dipartimento per lo sviluppo nel territorio direzione generale per lo status dello studente, le politiche giovanili e le attività motorie – verso il ruolo dei genitori all’interno della scuola, avvalorata dai documenti europei che pure fanno appello a questa esigenza, ha avuto in questi ultimi anni un riconoscimento giuridico e sociale. Ci troviamo di fronte ad una nuova stagione di interrelazione e di dialogo con la famiglia.

La fattiva collaborazione tra famiglia e scuola

L’impegno della scuola a formare giovani ricchi di conoscenze, liberi e responsabili ha indubbiamente maggiore validità e concretezza se supportato da una fattiva collaborazione con i genitori e d’altra parte, la priorità della famiglia nella scelta educativa per i propri figli.

La necessità di aiutare i giovani a costruire personalità forti e libere dunque, pone la scuola nella urgenza di rafforzare il patto di collaborazione con le famiglie. Sappiamo inoltre, che realizzando un partenariato scuola – famiglia abbiamo maggiori possibilità di contrastare l’abbandono, la dispersione, l’apatia ed il disinteresse per la scuola. La promozione e il sostegno della collaborazione scuola – genitori sono necessari dunque, anche per la prevenzione del disagio giovanile.

I canali di comunicazione interpersonali

La scuola, ancor più in questo momento storico, deve rafforzare i canali di comunicazione interpersonali e, con la famiglia, deve saper ascoltare i giovani, saperli guidare e motivare promuovendo una cultura capace di proporre valori positivi.

Tenuto conto inoltre, che una delle emergenze della società attuale è fornire ai ragazzi una guida nella interpretazione e comprensione dei messaggi dei media, la costruzione di una sinergia scuola- famiglia diventa imprescindibile. Le scuole che condivideranno una serie di valori con le famiglie avranno maggiori chances di riuscita nella propria mission.

Il punto di vista di una mamma

Valentina Piccilli, docente in attesa di concorso, è mamma di tre figli. Da un quinquennio è rappresentante di classe e, da due, componente del consiglio di istituto nella scuola frequentata da due dei tre figli.

Sono già trascorsi due mesi dall’avvio della Didattica a Distanza. Ci racconta le prime preoccupazioni, sue e dei genitori della classe che frequenta suo figlio, quando ha cominciato a palesarsi quello che, per molti è stato (per alcuni lo è tuttora) lo spettro della DaD?

«Temevamo di non farcela, di non essere adeguatamente preparati alla digitalizzazione».

Qual è stata la prima vera battaglia che ha dovuto combattere?

«Ho dovuto combattere la paura del nuovo. C’è sempre tanta diffidenza per tutte le novità. Ma questo non accade solo per la scuola e la didattica a distanza».

Strumenti informatici e connettività sono stati i veri elementi caratterizzanti questo lungo viaggio nella digitalizzazione della didattica. Quanto impegno avete messo, ciascuno di voi, per assicurare la buona riuscita di questa scommessa?

«Ci siamo impegnati al massimo per non deludere i nostri figli. Mentre i nostri figli si sono impegnati in quanto incuriositi da questa novità».

In questo impegno educativo e formativo, quanto conta incontrare un insegnante che ci crede e che vuole scommetterci?

«L’insegnante ha un ruolo fondamentale nello sperimentare il nuovo. Ed in fondo non è anch’esso un soggetto che impara ogni giorno?».

Si è stabilito, più di quanto mai fosse pensabile, un patto forte tra scuola e famiglia. Pensa che sia stata questa la ragione della vittoria?

«La collaborazione tra scuola e famiglia è stato e sarà sempre un biglietto vincente per la scuola. Una è subordinata all’altra e viceversa».

Come avete organizzato le giornate, in famiglia tra didattica a distanza per ciascun figlio e smart work?

«Confesso che non è stato facile…… Ma nulla è impossibile se ci credi. Basta organizzarsi e collaborare».

Oggi, se volesse dare un suggerimento a chi ancora diffida dalla tecnologia, cosa direbbe? Come convincerebbe una mamma a impegnarsi in questa modalità nuova di erogazione della didattica?

«La digitalizzazione è il futuro. Ricordate quando non avevamo i cellulari? Ora non possiamo più farne a meno. Senza la tecnologia il mondo si sarebbe fermato veramente».

Pensa che nell’organizzazione di tutto abbia avuto un peso il dirigente scolastico? Quanto è incisivo il suo apporto?

«Il Dirigente scolastico ha avuto un ruolo fondamentale nello spronare i Docenti ad assumere un atteggiamento positivo verso il nuovo. E soprattutto ha dovuto curare tutta la parte burocratica».

La didattica a distanza è…

«La didattica a distanza è un mezzo per capire come l’uomo sia capace di trovare una soluzione ad un problema!».

Ritorno a scuola. Il 14 settembre il riavvio in sicurezza, previsti nuovi spazi alternativi. Segui i corsi di Eurosofia sugli adeguamenti necessari