La didattica a distanza aumenta l’analfabetismo di ritorno. Lettera

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Inviata da Giuliana Ammannati, pedagogista clinico Anpec – La didattica a distanza funziona solo per gli alunni piu’capaci e piu` motivati ad apprendere. Sono studenti desiderosi di scoprire la conoscenza della realta` e del mondo che li circonda.

Sono alunni ben inseriti nel nucleo familiare ,scolastico,amicale e sociale.
Vivono con curiosita` e armonia la loro esperienza formativa e di crescita personale.
Sono alunni in grado di orientarsi nel sapere, di analizzare e sintetizzare i contenuti.
Di organizzare e gestire, in maniera autonoma, il loro studio.

Hanno capacita` di riflessione e di critica.
Sono capaci di un pensiero logico,costruttivo,personale.
Questi alunni hanno maturato un valido metodo di studio.
Quindi sono capaci di fare collegamenti,di scoprire la struttura delle discipline,di sviluppare i nuclei tematici ed attuare anche collegamenti interdisciplinari, per entrare nel vivo della conoscenza.
Questi studenti non si perdono d’animo di fronte alle inevitabili lacune di una didattica a distanza: sanno sistemare da soli i vari tasselli; approfondiscono e rinforzano i passaggi chiave, per elaborare i vari processi di apprendimento e conseguire gli obiettivi formativi, che vengono loro richiesti.
Quindi la didattica a distanza esige dagli alunni una serie di prerequisiti ,che da soli ,costituiscono, in parte, i grandi obiettivi della formazione stessa.
Ma gli alunni che hanno bisogno di altri tempi,per raggiungere certi traguardi,quelli con altri ritmi e maggiori difficolta`,quelli che sono disorientati davanti alla comprensione di un testo e, pertanto, hanno necessita`di un supporto a loro piu’ idoneo, che fanno davanti al computer?
Per questi,che sono la maggioranza, l’aiuto puo` venire,infatti, solo dal rapporto relazionale e dai vari linguaggi, non esclusivamente verbali,ma anche non verbali,del docente in presenza.

Perche`, se manca il rapporto costruttivo alunno – docente , vengono meno anche gli apprendimenti.
Questa e` una verita` pedagogica, dalla quale non si puo` prescindere e che bisognerebbe ricordare, per evitare tante problematiche ad essa connesse.
Dunque la didattica a distanza,se improvvisata,se non viene pensata a regola d’arte per tutti gli alunni,determinera`, purtroppo, il fallimento scolastico per molti di loro e aumentera,` a dismisura, la dispersione e l’analfabetismo di ritorno.

Ma gli alunni, che necessitano di maggior attenzione, non possono essere lasciati da soli a se stessi…
Perche`, fra un anno,i docenti si troveranno davanti uno scenario di analfabetismo,di oblio delle conoscenze parzialmente acquisite o di abbandono scolastico.
Gia` avevamo messo in luce questo fenomeno,evidenziandone la portata.con una agenzia Ansa,divulgata a livello nazionale il 12 Marzo 2003, dal titolo “Pedagogista : c’ e` rischio analfabetismo di ritorno”, per segnalare la grande importanza della intelligenza emotiva e affettivo-relazionale, per facilitare la comprensione e lo studio delle varie discipline.

La scuola italiana, per essere davvero una eccellenza, come in passato, ha bisogno di sviluppare tutte le intelligenze,in modo organico e funzionale, riconducendo a unita` i vari saperi e la conoscenza.
Per questo progetto di crescita culturale,il ruolo insostituibile dei docenti fa la differenza.
Anche se la richiesta del nostro tempo sembra essere quella di ambire solo a intelligenze tecnologiche, virtuali e artificiali,a maggior ragione,
la scuola deve porsi l` obiettivo di formare uomini e donne autonomi , liberi e creativi,capaci di presenza nella realta`e di discernere tra le finalita` e i mezzi,tra le priorita` da darsi e le opportunita` da offrire, per donare vera speranza ai nostri giovani.”

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