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La “diaspora africana”, una unità di apprendimento di educazione civica per comprenderne il fenomeno. Per secondaria di I grado

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Nel dicembre 2020, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, per acclamazione, una risoluzione di grande importanza presentata dal Costa Rica e co-sponsorizzata da cinquantadue Paesi, per proclamare il 31 agosto, di ogni anno, data fissa di straordinaria importanza, la “Giornata internazionale per le persone di origine africana”.

Favorire gli straordinari contributi della diaspora africana

Attraverso questa risoluzione, le Nazioni Unite tendono a favorire gli straordinari contributi della diaspora africana nel mondo e ad eliminare ogni forma di diversità nei confronti delle persone di origine africana. Il Commissario presidenziale per gli affari afrodiscendenti, Enrique Joseph, ha dichiarato che la celebrazione della Giornata internazionale degli afrodiscendenti “contribuirà a onorare e preservare la memoria storica, promuovendo una maggiore conoscenza e rispetto della diversità umana”.

Decennio internazionale per le persone di origine africana (2015-2024)

Il Decennio internazionale mira a celebrare gli importanti contributi delle persone di origine africana in tutto il mondo, a promuovere la giustizia sociale e le politiche di inclusione, a sradicare il razzismo e l’intolleranza, a promuovere i diritti umani e ad aiutare a creare comunità migliori e più prospere, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile guidati dalle Nazioni Unite.

Perché il 31 agosto?

La data scelta per l’osservanza segna l’adozione storica della “Dichiarazione dei diritti dei popoli negri del mondo” nel 1920.

Nell’agosto 1920 si tenne a New York il Primo Convegno Internazionale dei Popoli Neri del Mondo e a seguito delle discussioni, guidate da Marcus Garvey con migliaia di delegati di diversi paesi, la «Dichiarazione dei diritti dei popoli negri del Mondo” è stato adottato.

Questa dichiarazione “è stata una delle più notevoli del XX secolo, rendendo espliciti i diritti alla giustizia razziale, l’uguaglianza davanti alla legge, il diritto all’autodeterminazione, la libertà di stampa, la libertà di culto religioso, il diritto all’istruzione illimitata, così come il diritto alla pace, molto prima della Dichiarazione universale dei diritti umani”, ha affermato il vicepresidente del Costa Rica Campbell, annunciando la giornata proposta.

Le persone di origine africana continuano a subire forme intersezionali e composte di discriminazione razziale

L’appena trascorso 2020 ha segnato il medio termine del Decennio internazionale per le persone di origine africana. Sebbene siano stati compiuti alcuni progressi a livello legislativo, politico e istituzionale, le persone di origine africana continuano a subire forme intersezionali e composte di discriminazione razziale, emarginazione ed esclusione. Cinque anni dopo l’inizio del decennio, la pandemia di COVID-19 ha fatto luce sull’urgenza di affrontare le disuguaglianze strutturali di vecchia data e il razzismo sistematico nella salute. La mancanza di riconoscimento rimane una delle principali barriere che impediscono il pieno ed effettivo godimento dei diritti umani da parte delle persone di origine africana.

L’omicidio di George Floyd e le persone galvanizzate per protestare contro il razzismo e la discriminazione razziale

Il 2020, inoltre, potremmo dire che abbia segnato anche un punto di svolta nel modo in cui questi temi vengono affrontati a livello internazionale e nazionale. L’omicidio di George Floyd e le consequenziali proteste contro il razzismo e la discriminazione razziale, ha suscitato importanti discussioni globali sulla giustizia razziale. Il 19 giugno 2020, il Consiglio per i diritti umani ha adottato la risoluzione sulla “Promozione e protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali degli africani e delle persone di origine africana contro l’uso eccessivo della forza e altre violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine”. In base a questa risoluzione, l’Alto Commissario per i diritti umani ha presentato al Consiglio per i diritti umani nella sua 47a sessione il suo programma verso un cambiamento trasformativo per la giustizia e l’uguaglianza razziali.

Parlare di razzismo e di diritti negati a scuola

Parlare di razzismo e di diritti negati è assolutamente fondamentale, oggi, a scuola. L’inizio del nuovo anno scolastico deve segare l’avvio di un nuovo camminamento di diritti. L’UdA “Cittadini del Mondo” ha come competenza chiave quella di “Collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti garantiti dalla Costituzione, a tutela della persona, della collettività e dell’ambiente”. Mentre l’altra brillante che si allega denominata “Uguali nella diversità”, tra le altre, quella in materia di consapevolezza ed espressione cultura. Entrambe sono state elaborate dai brillanti docenti dell’istituto comprensivo “Rubino Nicodemi” di Fisciano (SA) diretto con magistrale competenza dal dirigente scolastico la professoressa Vitalba Casadio. L’UdA, efficace e ben strutturata, sia la prima che la seconda, consegnano un ottimo esempio di “Buona scuola”.

UDA ED CIVICA CLASSI TERZE SECONDARIA

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Didattica inclusiva attraverso alcune figure del mito greco. Corso online riconosciuto dal Ministero dell’istruzione