DAD, svantaggiati alunni stranieri e del Sud. Non piace agli studenti: il 67% preferisce le lezioni in presenza. Report Istat [PDF]

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Nonostante i giovanissimi facciano ampiamente ricorso a internet per numerose attività, la didattica a distanza non ha convinto la larga maggioranza degli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Il 67,7% preferisce la didattica in presenza, il 20,4% ritiene uguali le due tipologie di didattica e solo l’11,9% predilige la didattica a distanza. Emerge una lieve differenza di genere: sono le ragazze a sostenere di più la didattica in presenza (69,5%) rispetto ai ragazzi (66,1%).  Questo è quanto emerge dal report dell’Istat sugli studenti delle scuole secondarie.

Le differenze maggiori si riscontrano ancora una volta tra alunni italiani (il 68,3% preferisce le lezioni in presenza) e stranieri (60,3%).

Si rilevano inoltre opinioni molto varie anche tra le cittadinanze; considerando ad esempio le prime cinque collettività, la quota di ragazzi che preferiscono la didattica in presenza è particolarmente ampia per la cittadinanza albanese (64,4%), romena (63,1%) e marocchina (61,2%); al contrario le percentuali più basse di preferenze per la didattica in presenza si contano per cinesi (44,2%) e filippini (52,6%).

Si deve considerare che l’opinione espressa rispetto alla didattica a distanza è influenzata non solo da aspetti strettamente connessi alla  fruizione delle lezioni e all’apprendimento, ma anche ad aspetti legati alla vita sociale e alle relazioni derivanti dal frequentare la scuola.

Tra gli alunni stranieri è anche opinione più diffusa che la didattica a distanza abbia influenzato negativamente i voti dell’anno scolastico 2020/2021 (34,2% degli stranieri contro 25,7% degli italiani). Il 70,2% degli alunni trova inoltre più faticoso seguire le lezioni a distanza, con differenze contenute tra italiani e stranieri.

Non tutti i ragazzi possono disporre nella propria abitazione di una connessione internet stabile: il 50,9% dichiara problemi contro il 43,3% che afferma di averne una ottima. In questo caso non si evidenziano particolari differenze tra ragazzi italiani e stranieri e anche le differenze territoriali risultano contenute.

I ragazzi stranieri hanno dovuto gestire situazioni logistiche più complesse durante la didattica a distanza. Mentre seguivano le lezioni da casa hanno ad esempio più frequentemente condiviso la stanza con fratelli e sorelle: erano soli nella stanza l’87,7% degli italiani e l’81,4% degli stranieri che nel 13,7% dei casi si trovavano con fratelli e sorelle contro il 6,9% degli italiani.

Svantaggiati rispetto agli strumenti per la didattica a distanza, si legge nel Report sembrano anche gli studenti del Mezzogiorno rispetto a quelli del Centro-nord.

Nel Sud e nelle Isole la quota di coloro che si sono collegati utilizzando tra gli strumenti anche il Pc è dell’ 80,1% contro l’84,8% del Centro, l’85,8% del Nord-ovest e l’89,9% del Nord-est.

Più svantaggiati di tutti sono gli stranieri che frequentano le scuole nel Mezzogiorno: nel 61,5% dei casi hanno potuto utilizzare anche il Pc, una quota decisamente più bassa rispetto a quelli che vivono nel Nord-est (78%), nel Nord-ovest (73%) e al Centro (70,5%).

REPORT ISTAT [PDF]

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