La DAD non permette lo sviluppo dello spirito critico. Lettera


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Inviato da Lucio Garofalo – Se la scuola ha un merito (la vera scuola), è proprio quello di incentivare e formare lo spirito critico e dialettico, attraverso il dialogo ed il confronto de visu, abituando le giovani menti anche alla polemica verbale.

È il principale compito educativo di una scuola con gli attributi.

Con la DaD questo ruolo formativo viene meno, diventa impossibile da esercitare. Nella migliore delle ipotesi, la DaD funziona come trasmissione di nozioni, ma il confronto dialettico è del tutto azzerato, temo, poiché manca proprio la vicinanza fisica tra docenti e discenti e tra gli stessi ragazzi che tra loro si confrontano.

Il dialogo filtrato attraverso uno schermo, temo che sia penalizzato non poco. In effetti, la DaD ha sancito l’ultimo passaggio verso la totale e definitiva aziendalizzazione della scuola, nella misura in cui va ad equiparare la funzione educativa e docente, che è una professione intellettuale molto speciale, al mero ruolo impiegatizio.

Senza offesa per gli impiegati, ma l’insegnamento non si può ridurre alle modalità operative dello “smart working”, sebbene tale soluzione sia assai gradita a vari dirigenti scolastici e persino a qualche collega.

I risultati sono i seguenti: si compie una fatica enorme, con scarsi esiti educativi, dato che i ragazzi sono ancora più distanti e svogliati. La DaD funziona soltanto con gli allievi più “secchioni”.

Utilizzo tale termine poiché rende l’idea molto efficacemente.

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