La DaD causa dispersione scolastica? A Napoli De Magistris è sicuro: “Colpa della Regione Campania. Ne ho parlato con Azzolina”

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Il sindaco di Napoli De Magistris pone al centro dell’attenzione i dati della dispersione scolastica causata dall’eccessivo utilizzo della didattica a distanza, incolpando la Regione per il terrorismo sui contagi a scuola. Di tutto ciò, afferma il sindaco, Azzolina è stata messa al corrente.

Abbiamo registrato un picco esponenziale di dispersione scolastica nella nostra città negli ultimi mesi e in particolare da ottobre a oggi a causa del ricorso alla Dad. Molti ragazzi, più o meno piccoli, non partecipano alla didattica a distanza e per questo c’è una responsabilità politica, istituzionale e sanitaria della Regione che non ha dato alcuna spiegazione se non il solito terrorismo sul contagio”.

Lo ha affermato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a radio Crc, nel riferire di avere avuto un incontro a Roma con il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sul tema della dispersione scolastica durante il quale le ha sottoposto un report realizzato dall’amministrazione sul tema.

Da parte del ministro c’è stata molta attenzione – ha aggiunto de Magistris – ha preso l’impegno ad approfondire e noi abbiamo avanzato proposte per monitorare il fenomeno in modo ancora più efficace“.

Con il ministro inoltre -prosegue De Magistris – abbiamo condiviso il dato vergognoso che pone la Campania come la regione in Europa che per ultima ha aperto le scuole di ogni ordine e grado e per prima le ha richiuse. Noi abbiamo dei ragazzi che da circa un anno non sono quasi mai andati a scuola e la Regione non ha fatto nulla per monitorare e sta destinando migliaia di ragazzi ad avere un gap generazionale nei confronti di loro coetanei di altri luoghi”, ha concluso il primo cittadino di Napoli.

Negli scorsi mesi, come sappiamo, la Ministra Azzolina aveva puntato il dito proprio contro le scelte del Governatore De Luca, che aveva deciso di sospendere le attività didattiche: “La scuola in Campania dovrebbe essere aperta, secondo le direttive del governo. I bambini della Campania hanno fatto solo 15 giorni di scuola ad ottobre”, spiegava Azzolina a dicembre scorso, evidenziando proprio che in regioni come la Campania il tasso di dispersione scolastica è alto e l’uso eccessivo della dad potrebbe solo peggiorare la situazione.

Ritorno a scuola graduale in Campania

La Campania ha ripreso l’attività didattica in presenza a gennaio in modo graduale: prima sono rientrate le classi fino alla terza primaria. Dopo pochi giorni anche le classi quarte e quinte.

Dal 1° febbraio, invece, rientreranno le scuole secondarie di primo grado e quelle di secondo grado. Queste ultime in presenza al 50% almeno, anzi, il Governatore De Luca si è raccomandato proprio di non andare oltre il 50% per il momento.

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