La crescita inclusiva promuove coesione sociale e occupabilità

di redazione

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Docente A. Rivelli – La crescita inclusiva tende a promuovere un’economia con un alto tasso di occupazione e a favorire una coesione sociale perché si fonda sul riconoscimento e la valorizzazione di ciascun soggetto e lotta contro la povertà e l’emarginazione sociale.

Riconosce e da valore a qualsiasi soggetto al di là della nazionalità.

Nel Consiglio dell’Unione Europea a Bruxelles del 20 ottobre 2009 vengono ottimizzati e perfezionati i punti su come sviluppare e garantire istruzione provenienti da un contesto migratorio diverso e C.M.2 dell’8 Gennaio 2010.
Aumentare e attribuire importanza a qualsiasi disabilità’, la legge 104/92, riconosce e tutela la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità in particolare nei luoghi per essa fondamentali, la scuola durante l’infanzia e l’adolescenza .

Il MIP mette in atto varie misure di accompagnamento per favorire l’integrazione, docenti competenti nell’ area inclusione, finanziamento di progetti e attività per l’integrazioni , iniziative di formazione del personale docente e del personale amministrativo, tecnico e ausiliare.

Con la legge 170/2010 la direttiva estende le misure dispensative e compensative secondo la quale ogni studente per diversi periodi o con continuità può’ manifestare bisogni educativi speciali ( BES) , il 27 dicembre del 2012 il Ministero nell’Istruzione pubblica la direttiva:” Strumenti di intervento per gli alunni con BES e organizzazioni territoriale per l’inclusione scolastica “.
La C.M. del 8/2013 delinea gli strumenti di intervento per gli alunni . Una strategia per la crescita intelligente sostenibile e inclusiva nel dare valore all’età, favorire l’invecchiamento attivo , le competenze acquisite e riconosciute in tutti gli apprendimenti anche non formali e informali .

Non è mai troppo tardi per imparare e comunicare, valorizzare le potenzialità e riconoscere ciò che è ancora latente ma, è capace di svilupparsi di realizzarsi attraverso la flessibilità e l’autonomia delle scuole e che il tutoraggio orientativo sia da supporto nelle scelte e nei percorsi lungo tutto l’arco della vita.

Con osservanza ai piani didattici personalizzati DSA con obiettivi formativi adatti e significativi per quel singolo alunno L.170/ 2012.

Il Dlg.66 del 13 aprile 2017 e modifica del 15 maggio 2019 cambia la storia dell’inclusione e anche l’organizzazione scolastica. Tale prospettiva dell’inclusione vuol dire intervenire sull’intero sistema scolastico rendendolo migliore per tutti.

Un vero e proprio cambiamento innovativo e concettuale del termine disabilità e della scuola.

Una visione europeistica che proietta verso la coesione sociale e l’occupabilità, dunque la cultura dell’inclusione fa un importante balzo avanti.

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