La Corte di Strasburgo si pronuncia sul crocifisso a scuola

di redazione
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SNADIR – A Strasburgo la “Grande Chambre” della Corte europea per i diritti dell’uomo ha assolto l’Italia dall’accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.

SNADIR – A Strasburgo la “Grande Chambre” della Corte europea per i diritti dell’uomo ha assolto l’Italia dall’accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.

Viene ribaltata, quindi, la precedente sentenza del novembre 2009 che aveva invece affermato che la presenza del Crocifisso nelle scuole statali fosse “contraria al diritto dei genitori di educare i propri figli secondo le loro convinzioni e al diritto dei minori alla libertà di religione e di pensiero”.

Il governo italiano si era opposto alla sentenza, ricevendo il sostegno di altri dieci Paesi.  E’ seguito, a fine giugno 2010, l’esame degli atti ed oggi si è arrivati alla sentenza, adottata con l’ampia maggioranza di 15 voti favorevoli e due contrari.

La sentenza ha una grande rilevanza non solo per ciò che riguarda l’Italia ma, in considerazione dell’autorità che l’ha pronunciata, avrà dei riflessi anche negli altri Paesi europei per ciò che riguarda l’esposizione di simboli religiosi nei luoghi pubblici.

In questa settimana di ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia noi italiani abbiamo imparato a rivalutare i simboli: il tricolore e l’inno nazionale in particolare; e i valori che da questi scaturiscono: l’unità, la solidarietà, l’identità nazionale.   L’apprendere della sentenza in questo momento forse ci aiuta a capire che i simboli ci rimandano ai “significati”, alla cultura di un popolo, alla sua storia.

Quando sono collocati in un contesto di libertà democratica i simboli rappresentano l’invito quotidiano a riportare alla memoria la propria identità e le proprie radici. In particolare – come ha affermato il Consiglio di Stato (Sent. N.556/2006) – “il crocifisso non è solo un oggetto di culto, ma un simbolo capace di esprimere valori che appartengono alla comunità civile oltre che a quella religiosa, come ad esempio la valorizzazione della persona , la tolleranza , il rispetto reciproco”.

Ernesto Soccavo

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