La Corea del Sud combatte il suicidio giovanile con un programma di prevenzione nelle scuole

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La Corea del Sud, Paese con il più alto tasso di suicidi tra i membri dell’OCSE dal 2003, ha lanciato una campagna di prevenzione contro l’autolesionismo e il suicidio, partendo dai banchi di scuola.

Il governo di Seul ha deciso di affrontare la piaga sociale che colpisce in particolare i giovani, con il suicidio che rappresenta la principale causa di morte tra le persone di età compresa tra i 9 e i 24 anni.

I dati sono allarmanti: nel primo semestre del 2023, quasi 7.000 persone in Corea si sono tolte la vita, segnando un aumento dell’8,8% rispetto all’anno precedente. Nel 2022, il numero di suicidi aveva raggiunto quota 12.906.

Il programma di formazione, che verrà esteso anche ai dipendenti delle istituzioni pubbliche, si articola in due filoni principali. Il primo mira a educare i ragazzi sulla natura del suicidio, compresi i fattori che contribuiscono al declino della salute mentale e le strategie per superare le condizioni di criticità. Il secondo, invece, fornisce una guida pratica sul sostegno da offrire alle persone esposte a un alto rischio, spiegando come riconoscere i segnali di allarme e come predisporre strategie di risposta efficaci.

L’obiettivo dichiarato dal governo di Seul è ridurre il tasso di suicidio da 25,2 ogni 100.000 persone alla media OCSE di 10,6 entro i prossimi 10 anni. L’iniziativa si affianca ad altre misure, come la mappatura degli “adolescenti isolati e solitari”, volta a identificare e sostenere i giovani che vivono in una condizione di reclusione volontaria.

Le ragioni di questo fenomeno sono complesse e affondano le radici in una società estremamente competitiva e selettiva, in cui la pressione per il successo e il conformismo può generare stress, isolamento ed emozioni represse. Secondo gli esperti, la cultura sudcoreana pone un forte accento sia sul conformismo che sulla competizione, creando una contraddizione che può portare a una profonda insoddisfazione e, nei casi più estremi, al suicidio.

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