La Comunicazione strategica cos’è e come utilizzarla a scuola

di Giuseppe Sferrazzo

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La “parola” Comunicazione è molto attuale e richiama ampiamente il sistema culturale contemporaneo: attorno a questa disciplina sono stati elaborati modelli e teorie… fino a risultare abusato.

Ma quanto siamo effettivamente consapevoli del reale significato e del concreto valore della Comunicazione?

Quanto siamo consapevoli delle strategie relazionali? Quante (e quali) “armi” della comunicazione , nel senso positivo del termine, usiamo per migliorare le nostre vite e le nostre professioni di educatore e insegnante?

Il tema è fortemente dibattuto e le abilità legate alla Comunicazione sono basilari per poter emergere e muoversi nei moderni contesti professionali. Nonostante questo viviamo un grande paradosso: le capacità e le competenze che ci guidano a esprimerci in modo corretto e chiaro si stanno, man mano, perdendo…

Si sta pian piano perdendo sia il “significato generale” della Comunicazione che quello “strategico”, concetti che risultano di vitale importanza anche e soprattutto nel “sistema classe”.

Mettiamo ordine in questi due fondamentali concetti.

La Comunicazione efficace che abbiamo definito “competenza generale” è quella particolare abilità, in gran parte appresa, che ci permette di relazionarci con gli altri (alunni, genitori, tra pari, con i nostri dirigenti, ecc…) per raggiungere un preciso obiettivo, ad esempio trasmettere chiaramente un concetto, un’idea, delle nozioni, delle informazioni, dei dati. Ed è (o dovrebbe) essere una competenza trasversale o di base.

La Comunicazione efficace ci permette di relazionarci in modo “fruttuoso” con i nostri interlocutori, creando un clima positivo e aperto, basato sulla fiducia e sulla disponibilità all’ascolto.

La Comunicazione strategica invece è legata al concetto di “arte di comunicare”; è molto vicina al senso del “convincere” espresso secoli fa dal grande Cicerone nell’opera “De Oratore” (55 a.C.): “Non c’è nulla di più nobile che riuscire a catturare l’attenzione delle persone con la parola (…) indirizzare le loro opinioni, distoglierle (…) e condurle verso ciò che apprezziamo”.

La Comunicazione strategica è basata sull’utilizzo sapiente di un “linguaggio evocativo e coinvolgente”, capace di generare passione e curiosità nei giovani alunni.

Ricordiamo che le attività cognitive del nostro cervello hanno una “modalità di funzionamento” per immagini. E’ necessario quindi “stimolare e agevolare” tali modalità di funzionamento. Come? Le strategie più efficaci hanno a che fare con l’utilizzo di un linguaggio centrato su metafore e aforismi, figure retoriche ampiamente utilizzate nel mondo classico.

Utilizzare in modo sapiente metafore e aforismi, distribuendoli nelle varie fasi nelle quali le attività didattiche vengono di solito scomposte, permette di facilitare l’apprendimento e di dare un senso concreto alle conoscenze, generando nei giovani studenti abilità di “meta-riflessione”, che permettono loro di andare oltre le riflessioni di primo livello incentivando invece abilità di “problem setting”, “problem solving” e “pensiero critico”.

La Comunicazione strategica, centrata sull’uso sapiente delle parole, non è più improntata su una rigida didattica secondo una “logica lineare” che, molto spesso, si scontra con la distrazione dei giovani o con sensazioni di fatica e criticità nel trasmettere competenze e conoscenze. Di certo queste non sono piacevoli sensazioni e buone dinamiche che si vengono a creare nel “sistema-classe”… anzi si rivelano avvilenti e frustranti per i docenti ma anche per gli alunni.

E allora, come puntare a costruire quella che il grande Alfred de Musset (poeta e scrittore francese) ha definito la “lezione quasi perfetta” e molti altri pedagogisti definiscono la “condizione ottimale” per la didattica a Scuola?

E’ necessario che vi siano alcuni punti fermi nel “rapporto efficace” tra docente e discente e, in questo, la comunicazione strategica (con l’uso strategico di forme linguistiche e figure retoriche) può dare il suo notevole contributo.

Sicuramente riusciremo con maggiore impatto a:

  • costruire una relazione profonda bidirezionale docente-discente
  • creare un ambiente più adatto per imparare
  • creare e mantenere alta la motivazione
  • mantenere alto il livello di attenzione
  • rendere gli insegnamenti “teorici” come sapere “utile”

In conclusione possiamo dire che un uso costante di forme “strategiche” di Comunicazione, consente di dare un senso alle conoscenze acquisite e renderle “disponibili” in contesti e situazioni che non siano solamente scolastiche.
Ricordiamo infatti che l’obiettivo della didattica è anche e soprattutto quello di generare modelli di pensiero e competenze (problem setting, problem solving, metariflessione, metacognizione, ecc…) che il giovane possa poter (e saper) usare nella vita sociale e professionale.

Arricchire la Comunicazione efficace, già competenza importante e di grande rilievo per la vita personale e sociale del giovane alunno, con la Comunicazione Strategica, ci permetterà inoltre di far “percepire” al discente quanto l’adulto è “sintonizzato” su di lui… creerà quindi un gradevole senso di condivisione e scoperta, evocando sensazioni piacevoli verso un modello cognitivo-comportamentale che dovrebbe diventare di “uso comune” per il giovane.

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