La classe insegnante ha perso oramai la propria dignità. Lettera da un genitore

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Inviato da Luca Fontana – Scrivo come genitore e figlio di insegnanti. Come tale sono sempre stato interessato alle problematiche della scuola e del personale docente in generale.

Purtroppo, in questi anni, ho assistito alla decadenza dl personale docente, non tanto dal punto di vista della didattica, come sempre basata sulla buona volontà personale piuttosto che su una vera politica di formazione e selezione, quanto alla totale mancanza di onestà intellettuale, dote che invece dovrebbe essere alla base della vostra professione. Vi porto gli esempi più eclatanti:

Assunzioni buona scuola… regole chiarissime: chi fa domanda di assunzione lo fa su scala nazionale. Quasi tutti si sono affrettati a accettare questa condizione pur di avere la tanto aspettata assunzione salvo poi, una volta arrivata la destinazione, tirare fuori lamentele basate su famiglie separate, regole poco chiare, ecc. (con tanto di articoli di giornale sulla crudeltà del governo di aver architettato una tale “deportazione”…vi dovreste vergognare solo per l’utilizzo di questa parola). Ovviamente non mi riferisco a chi è stato riconosciuto l’errore dell’algoritmo, i quali sono davvero vittime di un errore inconcepibile e devono essere tutelati. Ma a tutti gli altri che mi rivolgo, i quali prima ottengono quello che vogliono e poi si lamentano denunciando torti.

Diplomati magistrale: assunzione e iscrizione in gae con riserva. Fino a quando le sentenze erano favorevoli ovviamente andava tutto bene…era stato riconosciuto un diritto sacrosanto. Nel momento in cui la sentenza diventa negativa tutti a gridare al complotto, all’azione dei poteri forti ed a un (presunto) diritto negato attaccando, anche in questo caso, il governo (che non c’entra niente) invece che i sindacati che si sono arricchiti con i vostri ricorsi. Ed anche in questo caso i giornali che, interessati solo all’aspetto politico della questione, narrano di diritti lesi arrivando a denunciare cose assurde tipo che il titolo vale solo per le supplenze e non per le assunzioni (ma cosa c’entra??? è il tipo di procedura che da il ruolo non il titolo…chiedetelo ai neo-laureati in scienze della formazione primaria).

Potrei citarne altri (bandi di scienze della formazione che dichiaravano esplicitamente il non ingresso in gae… e, una volta laureati, il puntuale ricorso di ingresso; oppure: bandi di concorso che prevedevano la sufficienza con il 18 e il puntuale ricorso perché una legge del medioevo diceva che il minimo deve essere 21, ecc.)

Da osservatore esterno e da genitore, non posso che essere disgustato da questi comportamenti, nei quali si cerca di passare da presunte vittime dimenticando che le scelte che vi hanno portato in questa situazione sono state sempre vostre (ricorso per i diplomati magistrali, domanda di assunzione buona scuola, ecc.). Con i sindacati complici state falsando in modo vergognoso la realtà delle cose, per il vostro tornaconto, senza un minimo di dignità.

Un docente dovrebbe innanzitutto dimostrare integrità morale, senso di responsabilità, essere da esempio per i bambini che deve formare. Voi invece fornite un esempio diametralmente opposto, in cui la convenienza personale passa avanti a qualsiasi riflessione di tipo etico e professionale.

E, a questo punto, diventano inaccettabili le lamentele sul fatto che la società non riconosce la giusta dignità alla classe insegnante. Visto il vostro comportamento, non meritate niente di meglio.

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