La Cisl Scuola spiega i motivi del no allo stato di agitazione. Gissi: “Bianchi ci ha convocati per giovedì”

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“Non abbiamo valutato opportuno aderire allo stato di agitazione visto l’impegno da parte del ministro di convocarci in modo celere. Il ministro Patrizio Bianchi ha convocato un incontro per giovedì mattina. In vista di questo appuntamento abbiamo valutato opportuno sederci ai tavoli di confronto e portare le nostre proposte”.

Così la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi, spiega all’Adnkronos la decisione di non aderire allo stato di agitazione proclamato oggi da Flc Cgil, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams che hanno presentato oggi nota ufficiale al Ministero del Lavoro, al Ministero dell’Istruzione e alla Commissione Garanzia.

“La pubblicazione della legge di bilancio bollinata, le relazioni tecniche illustrative che hanno accompagnato la legge – spiega Gissi –hanno mostrato i limiti di una situazione che da più tempo abbiamo rappresentato. Come Cisl Scuola abbiamo inviato un telegramma ieri mattina e abbiamo richiesto immediatamente un incontro a Bianchi per conoscere quali sono le azioni che si intendono percorrere in vista dell’iter parlamentare e in previsione di ulteriori provvedimenti che potranno interessare il sistema di istruzione. Molti dei futuri interventi legislativi anche in materia di riforme sono legati alle modalità di gestione del Pnrr che alla scuola assegna diversi miliardi. Quindi – sottolinea – non solo la legge di bilancio è una delle tappe, ci saranno sicuramente in seguito ulteriori aspetti che con il Ministro e le forze parlamentari dovremo affrontare in vista di quella che dovrà essere la scuola per il futuro”.

“Quindi, precisa, non abbiamo valutato opportuno aderire allo stato di agitazione visto l’impegno da parte del ministro di convocarci in modo celere e anche perché l’incontro che oggi si è tenuto sulla mobilità diventava un occasione fondamentale per la vita di tante persone che hanno dovuto adeguare stili di vita e gestione dei tempi di famiglia e contesto territoriale ad una indicazione normativa molto discutibile quale quella sui vincoli di permanenza. Quindi siamo andati alla riunione come di solito fa la nostra organizzazione per responsabilità e per ruolo negoziale che la categoria da tempo ci riconosce. Così come andremo all’incontro che il ministro ha fissato inizialmente per mercoledì e poi a spostato alle 8.30 di giovedì mattina”.

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