La Carta docente spetta anche al personale educativo, lo dice la Cassazione

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La carta docente è attribuita, dunque, al personale docente, nel cui ambito può ben dirsi rientrare quello educativo ad esso assimilato sul piano funzionale dall’art. 395 d.lgs. n. 297 del 1994, rubricato «funzione docente», il quale prevede: «La funzione docente è intesa come esplicazione essenziale dell’attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità. Questo è quanto affermato dalla Cassazione Civile Ord. Sez. L Num. 9895/ 2024

Il fatto

La Corte di Appello aveva accolto il gravame proposto dal Ministero dell’Istruzione, avverso la sentenza del Tribunale che aveva riconosciuto il diritto di una educatrice presso un Convitto a percepire il bonus economico di cui all’art. 1 comma 121 della legge n. 107/2015. La Corte territoriale aveva richiamato la sentenza n. 4332 del Consiglio di Stato, secondo cui la misura in commento non attribuisce un incremento stipendiale, ma ha la funzione di assicurare la formazione continua del personale docente, monetizzando l’onere di autoformazione imposto al medesimo. Il giudice di appello aveva ritenuto dirimente l’osservazione secondo cui solo per il personale docente di ruolo è prescritta, in via aggiuntiva, dall’art. 1, comma 124, ultimo periodo, della legge n. 107/2015, la formazione “obbligatoria, permanente e strutturale” e ha pertanto ritenuto che la categoria degli educatori, alla quale non è richiesto l’obbligo di formazione aggiuntivo, non ha titolo per invocare il riconoscimento in proprio favore della carta docente. Aveva inoltre evidenziato la diversità della funzione educativa della categoria degli educatori di convitto, rispetto alla funzione propriamente didattica dei docenti, ed ha sul punto rimarcato che l’attività educativa ha per oggetto la promozione della crescita umana e la socializzazione degli allievi, nonché l’organizzazione dello studio e del tempo libero ed altre attività analoghe, e richiede pertanto competenze afferenti per lo più all’area psico-pedagogica, diverse rispetto a quelle che caratterizzano l’attività didattica. L’educatrice ha proposto ricorso per Cassazione ed è stato accolto.

La Carta docente spetta anche agli educatori

In merito agli educatori, la Cassazione rileva che con specifico riferimento alla posizione del personale educativo, il c.c.n.l. Comparto Scuola 2016-2018 lo include, infatti, nell’area professionale del personale docente. Ciò posto, continuano i giudici, svolgendo una lettura coordinata delle disposizioni di legge e del c.c.n.l. di categoria sopra richiamate, emerge che il personale educativo, seppur impegnato in funzione differente rispetto a quella propriamente didattica e di istruzione, tipica del personale docente, nondimeno ne partecipa i contenuti sul piano della formazione e istruzione degli allievi, convittori e semiconvittori, di qui l’espressa collocazione all’interno dell’area professionale del personale docente. Se è indubbio, poi, che la carta docente «dell’importo nominale di €. 500 annui» costituisce un beneficio economico, non può non convenirsi sul fatto che, anche per via della disposizione da ultimo richiamata, essa debba essere attribuita, conclusivamente, al personale docente tout court, ivi compresi gli appartenenti al ruolo degli educatori.
Così concludendo: La sentenza impugnata, avendo escluso che gli educatori abbiano titolo per invocare il riconoscimento della carta docente, non è dunque conforme a tali principi e va pertanto cassata con rinvio, anche per il regolamento delle spese del giudizio di legittimità.

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