La carta del docente spetta ai precari: 140 mila euro a 60 docenti. Il giudice: “Discriminante, si lede principio del buon andamento della PA”

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Ancora una sentenza a favore della carta del docente, il bonus destinato alla formazione degli insegnanti da 500 euro, ai precari. La carta è infatti al momento prevista soltanto per il personale di ruolo, ma tanti tribunali si sono espressi a favore dei precari: il bonus deve essere concesso anche a loro.

L’ultima sentenza, del 1° marzo, arriva dal giudice del lavoro di Aosta: il bonus spetta ai 60 docenti iscritti al Savt-Ecole e Snals-Confsal, che hanno presentato sei ricorsi.

La Regione è stata condannata a pagare 140mila euro, oltre alle spese legali. Il giudice ha di fatto rilevato da una parte la “discriminazione che il sistema introduce a carico dei docenti non di ruolo” e dall’altra  “la lesione del principio di buon andamento della pubblica amministrazione“.

Si tratta dell’ennesimo riconoscimento del diritto dei precari a ricevere pari trattamento del personale a tempo indeterminato e non possiamo che esserne soddisfatti“: così si è espresso Alessandro Celi, segretario regionale dello Snals.

Riteniamo molto importante che tra gli argomenti a supporto del giudizio sia stato richiamato che la contrattazione collettiva, in particolare gli articoli 63 e 64 del CCNL, pongono a carico dell’amministrazione l’obbligo di fornire strumenti, risorse e opportunità per la formazione a tutto il personale docente, senza alcuna distinzione fra docenti precari e di ruolo” ha detto Luigi Bolici, Segretario del Savt-École.

Ricordiamo che la carta può essere utilizzata per l’acquisto di:

  • libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale;
    hardware e software;
  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
  • iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  • titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015 (Buona Scuola).

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