“La Buona scuola” in aree del paese con il 50% di disoccupazione: cortei e fumogeni

di redazione
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Sarebbero circa 2mila gli studenti che oggi sono scesi in piazza a Castellammare di Stabbia per protestare contro la riforma della scuola.

Un lungo corteo composto da studenti delle scuole superiori che chiedono a Renzi di “tornare  a scuola per vivere di persona i gravi disagi” della scuola napoletana.

Non è solo la riforma ad essere obiettivo degli studenti. Questi, infatti, si rendono ben conto delle problematiche che esistono nel territorio che vivono che può essere preso a simbolo delle condizioni del Sud Italia, abbandonato dopo la crisi economica e che sta pagando lo scotto più alto.

Mancanza di investimenti, nessuna reale pianificazione, esclusione da importanti interventi infrastrutturali. Così, Castellammare di Stabia, diventa simbolo di un Sud che oltre ai progetti di apertura delle scuole pomeridiane chiede investimenti strutturali che rilancino l’economia.

Un territorio, quello di Castellammare che da ex città industriale si ritrova, adesso, con un elevatissimo indice di disoccupazione che supera il 50 per cento della popolazione attiva. Il commercio è in ginocchio con continue chiusure di negozi, e anche il turismo è ko con il fallimento delle Terme, una volta rinomate, e il degrado della passeggiata del lungomare che costituiva un’attrattiva per l’hinterland vesuviano.

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