La Buona Scuola? ATA dimenticati, banchi ancora con il calamaio, acqua del rubinetto ai bambini. Lettera

di redazione
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Rita Belluzzi – Sono in primis una mamma di una preadolescente, poi sono anche una collaboratrice scolastica. Scrivo per commentare due articoli:

Il primo il famigerato bonus docenti. Mi chiedo come mai, noi personale ATA, veniamo bypassati da tutti quei piccoli diritti che hanno i docenti: nessuno di noi chiede il riconoscimento di cattedre e/o tutto quello che riguarda il mondo “insegnamento”, ma se quella categoria ottiene dei piccoli privilegi per poter migliorare la propria qualità di vita inerente al mondo scolastico (bonus, entrate museo ecc…), perché noi veniamo considerati “figli di serie b?”

Eppure, essendo noi a contatto con gli alunni, dovremmo teoricamente avere dei corsi di aggiornamento…troppo spesso nel mio settore vedo personale “messo lì giusto per pulire”. Siamo una categoria formata ancora da una buona fetta di personale che non sa nemmeno relazionarsi con i genitori, non può permettersi di migliorarsi a spese proprie (spesso causa degli stipendi bassi, del tempo che non c’è perché ricordiamoci che noi abbiamo le ferie e basta, se la scuola chiude dobbiamo prenderci ferie, se ci sono ponti idem, se abbiamo un impegno pure idem…). Nessuno di noi va a rosicare un giorno delle proprie sudate ferie per andare a fare qualche corso, i musei li frequentiamo quando economicamente possiamo e il bonus atto a comprare materiale non lo abbiamo. Ho rivisto un’intervista che raccontava come doveva essere la buona scuola “digitalizzata, interattiva ecc”: NOTIZIONA! Ci sono scuole, classi, che hanno ancora i banchi blu con il buco del calamaio (mia figlia alla ***) che causano mal di schiena a causa della loro scomodità e altezza non adeguata; se non fosse per “l’esselunga” le lavagne ce le scorderemmo; quindi questa buona scuola in cosa è diventata “buona?”

Secondo argomento: ho letto una lettera sul bullismo dove molto condivido tranne una cosa: l’accusa ai videogiochi. NOTIZIONA… ho 48 anni e 36 anni fa ho subito per anni il bullismo; è una piaga che c’è e c’è sempre stata, che internet lo abbia trasformato lo vedo, che i genitori sono colpevoli di dare degli strumenti inadatti a menti giovani lo vedo (ragazzini di 10/12 anni già con lo smartphone lo trovo allucinante) che vengano accusati i videogiochi di questo mi pare un semplicismo e un modo tipo “scaricabarile” esagerato. La famiglia ha le sue colpe ma anche la scuola le ha…vedo troppo spesso bambini lasciati a loro stessi per quello che viene definito “intervallo lungo” (per esempio) dove gli insegnanti si fanno letteralmente i fatti loro, isolati col loro smartphone senza notare le dinamiche “bullistiche” che avvengono. Insegnanti di sostegno usati come supplenti (SUCCEDE SEMPRE) e messi lì a coprire un insegnate in una classe che non conoscono (ricordo che usare un insegnante di sostegno come supplente non si può…).

Chiudo dicendo che questa “buona scuola” va avanti solo perché sta tirando avanti la carretta, le scuole sono disastrate come e più di prima, inutili le segnalazioni e, se si fa qualcosa per della piccola restaurazione, la di fa solo “quando è successa la disgrazia”.
Io sono molto demotivata, non vedo nessun dialogo, anzi!

Non parliamo di ciò che mangiano i nostri figli, paghiamo una media di 5/6 euro a pasto (in giro ci sono locali che con 8 euro danno “primo secondo contorno bibita e caffè”) e bevono, tra l’altro, l’acqua del rubinetto che non ha nemmeno un minimo di filtro: eppure la legge del “pasto portato da casa” pareva passata ma tutto tace!

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