La bicicletta per il tragitto casa-scuola-casa: un esempio di regolamento scolastico e di “Autorizzazione utilizzo bicicletta” per potenziarne l’uso a vantaggio della salute e della sostenibilità ambientale

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Il 5 ottobre 2021, il Ministero dell’Istruzione e la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) hanno firmato un interessante protocollo d’intesa. Il Protocollo tra Ministero e Fiab nasce (anche se non è molto conosciuto, possiamo dire) per promuovere la mobilità sostenibile nelle scuole per: promuovere la mobilità sostenibile, in bicicletta e a piedi, delle studentesse, degli studenti e del personale scolastico attraverso progetti e iniziative congiunti; prevenire e contrastare comportamenti scorretti in materia di sicurezza stradale; promuovere corretti stili di vita, promuovere la cooperazione per la realizzazione di attività che migliorino la qualità della formazione di alunni e personale in termini di salute, sicurezza e sostenibilità della mobilità.

Questi gli obiettivi del Protocollo d’Intesa sottoscritto tra il Ministero dell’Istruzione e Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), alla presenza del Ministro Patrizio Bianchi e del Presidente Alessandro Tursi. Tale protocollo si inserisce nel quadro generale di adesione all’Agenda 2030 e nello specifico all’ Obiettivo 11 – Rendere le città e gli insediamenti urbani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili e all’Obiettivo 13 – Adottare misure urgenti per contrastare il cambiamento climatico e i suoi impatti regolando le emissioni e promuovendo gli sviluppi nell’energia rinnovabile. In un successivo articolo parleremo, invece, dell’importante “Piano di settore per la mobilità scolastica. Ecco come puntare sul bike to school”. Sono poche le scuole che, a partire da questo protocollo, hanno modificato lo stereotipato modo di affrontare la questione relativa alla mobilità casa—scuola-casa.

Il pendolarismo attivo a scuola come un’opportunità per gli adolescenti di aumentare l’attività fisica

“Un gran numero di Paesi ad alto reddito – scrivono nella loro brillante ricerca Pengxiang Ding, Chang Ding e Suwei Feng – stanno ora promuovendo il pendolarismo attivo a scuola come un’opportunità per gli adolescenti di aumentare l’attività fisica (PA) e migliorare la propria salute. Pochi studi hanno esaminato i molteplici benefici del viaggio attivo a scuola tra gli adolescenti nei paesi in via di sviluppo”. Lo studio realizzato da Pengxiang Ding, Chang Ding e Suwei Feng ha individuato e stimato gli effetti del recarsi a scuola in bicicletta su quella che possiamo classificare come salute soggettiva agendo la stessa sia sulla salute fisica che sulle assenze di malattie per gli adolescenti. Recarsi, la mattina, a scuola e fare rientro a casa, nel pomeriggio, utilizzando la bicicletta, ha effetti positivi, infatti, sia sulla salute soggettiva che su quella fisica. La ricerca ha dimostrato che gli studenti che vanno, regolarmente, a scuola utilizzando la bicicletta mostrano, evidentemente, uno stato di salute più elevato, un peso corporeo adeguato e, dunque, sano, un livello di stress mentale inferiore e, naturalmente, un minor rischio di sviluppo di alcune ben definite malattie cerebrali.

Esistono ancora prove del fatto che la bicicletta è vantaggiosa per gli studenti rispetto all’andare a scuola a piedi

“Esistono ancora prove del fatto che la bicicletta è vantaggiosa per gli studenti. Rispetto all’andare a scuola a piedi, andare a scuola in bicicletta ha comportato un punteggio di salute autovalutato più alto e un punteggio di stress mentale più basso” affermano Pengxiang Ding, Chang Ding e Suwei Feng. “Fisicamente, gli studenti che utilizzano, per andare a scuola, la bicicletta hanno molto meno probabilità di assentarsi da scuola e di soffrire di malattie renali e cerebrali rispetto agli alunni che, invece, vanno a scuola a piedi. “Tuttavia – scrivono nella loro ricerca Pengxiang Ding, Chang Ding e Suwei Feng – non troviamo una differenza significativa nei risultati sulla salute derivanti dal ciclismo rispetto alle modalità di trasporto non attive. Inoltre, la differenziazione degli effetti sulla salute del ciclismo nelle aree abitate mostra che gli effetti sulla salute sono più pronunciati per coloro che vivono nelle zone periferiche e rurali”.

Servono regole di comportamento

Le regole di comportamento, però, all’interno di tali scelte strategiche, ancor più se sostenute dalle Istituzioni scolastiche, sono decisive e importantissime costituendo il codice di condotta al fine del corretto utilizzo della bicicletta senza cagionare danno a sé o agli altri. Regole che implementano, stavolta all’interno della scuola, quello che è il codice della strada che, ancor di più, deve essere oggetto di intervento civico nelle nostre istituzioni scolastiche. Ma a quali regole facciamo riferimento? A quelle che devono rispettarsi all’interno della scuola e che bene sono declinate nell’allegato brillante “Regolamento” dello “Istituto Comprensivo Statale “A. Moro” di Seriate, guidato, magistralmente, dal dirigente scolastico prof.ssa Rosa Buoniconti.

La sicurezza e la bicicletta a scuola

Cosa prevede in termini di sicurezza il regolamento che si allega?

 È previsto che:

  • la bicicletta sia portata a mano dall’entrata nel cancello fino al parcheggio;
  • la bicicletta venga parcheggiata in modo corretto inserendola nell’apposito rastrello per biciclette;
  • l’utilizzo della bicicletta all’interno del sedime scolastico è permesso unicamente quando bisogna parcheggiare o riprendere la propria bicicletta prima e dopo le lezioni. Non è assolutamente permesso riprenderla durante la ricreazione o in altri momenti esclusi quelli citati sopra

Per il corretto utilizzo al di fuori dello spazio scolastico si rimanda al Nuovo Codice della Strada (D.lgs. n. 285 del 30 aprile 1992) e al Regolamento di esecuzione ed attuazione del Nuovo Codice della Strada (DPR n. 495 del 16 dicembre 1992).

Codice della strada

Il Codice della Strada – approvato con Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n.285 – si compone di 245 articoli. È accompagnato da un Regolamento di attuazione che comprende 408 articoli e 19 appendici. Il Codice della Strada è entrato in vigore il 1° gennaio 1993.

”NUOVO CODICE DELLA STRADA”
(decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni).

Sono contrassegnati con ” * ” gli articoli la cui violazione implica una detrazione di “punti”, secondo la tabella annessa all’art. 126-bis.

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI
(da Art. 1 a Art. 12)

TITOLO II – DELLA COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE
(da Art. 13 a Art. 45)

TITOLO III – DEI VEICOLI
(da Art. 46 a Art. 114)

TITOLO IV – GUIDA DEI VEICOLI E CONDUZIONE DEGLI ANIMALI
(da Art. 115 a Art. 139)

TITOLO V – NORME DI COMPORTAMENTO
(da Art. 140 a Art. 193)

TITOLO VI – DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE CODICE E DELLE RELATIVE SANZIONI
(da Art. 194 a Art. 224-bis)

TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
(da Art. 225 a Art. 240)

Regolamento-biciclette

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