“L’89% dei ragazzi scopre il sesso su Internet. Puntare sull’educazione affettiva a scuola”. La proposta di Orrico (M5S)

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“Alcune forze politiche hanno ancora un approccio ideologico su un tema che invece dovrebbe esserne completamente scevro, perché stiamo parlando della condizione psicologica e del benessere psicofisico delle giovani generazioni”.

Lo dice la deputata del Movimento Cinque Stelle Anna Laura Orrico in un’intervista a Fanpage, che torna dunque sul tema dell’educazione affettiva e sessuale a partire dalla scuola primaria.

L’educazione sessuale e affettiva a scuola deve essere “calibrata in base all’età dei ragazzi” e secondo Orrico ovviamente nella scuola primaria “si deve parlare di affettività, di sviluppo dell’empatia, della capacità di rispettare l’altro, di sapersi relazionare e gestire le emozioni“.

In seguito si arriverà anche a parlare di “sessualità, che però non dobbiamo considerare soltanto dal punto di vista dell’atto biologico, ma nell’intera sfera di sviluppo della persona“, precisa la deputata del Movimento Cinque Stelle.

Inoltre, secondo la pentastellata, investire su un’efficace educazione in questo campo significi anche investire sulla “prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili, sulla riduzione delle gravidanze indesiderate nelle adolescenti e sul contrasto alla violenza di genere“.

Secondo Orrico, ad ogni modo, si tratta di un percorso che non deve riguardare soltanto bambini e ragazzi, ma coinvolgere anche insegnanti e famiglie: “Nel nostro Paese ancora il sesso e la sessualità vengono considerati un po’ un tabù. Io appartengo sicuramente a quella generazione che non ha ricevuto un’educazione affettiva e sessuale. Tante famiglie nel nostro Paese purtroppo hanno ancora un approccio ristretto nei confronti di questi temi, non comprendendocome ci dicono invece tante ricerche e tanti studi scientifici – che proprio in quei Paesi dove c’è l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole l’approccio dei ragazzi e delle ragazze al sesso viene posticipato nel tempo. Proprio perché vengono acquisiti tutti quegli strumenti cognitivi che consentono loro di decodificare la realtà e di gestire meglio l’approccio con l’altro“, prosegue Orrico.

E ancora: “Noi stiamo cercando di discutere questo argomento con dati scientifici e con il supporto di esperti, psicologi, sessuologi e pedagogisti, persone che quindi hanno. Siamo scevri da ogni approccio ideologico e pensiamo solo al bene dei ragazzi – prosegue la deputata Cinque Stelle – Il dato più sconvolgente che abbiamo cercato di trasmettere ai colleghi – che non comprendono che l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole non sia propaganda gender- è che oggi i nostri ragazzi e le nostre ragazze, nel 89% dei casi, scoprono che cosa sia il sesso attraverso Internet. Vogliamo lasciare che sia quel modello di approccio relazionale e sessuale, basato semplicemente sulla fisicità e sull’oggettivazione, a formare i nostri giovani? O vogliamo dare loro degli strumenti in più per gestire tutta la complessità che si accompagna ai rapporti interpersonali? Io credo che la scuola sia uno spazio migliore di Internet, nell’educare all’affettività e alla sessualità“.

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