L’Italia affonda, mentre la politica alambicca. Subito dai crediti alle imprese la prima tranche del Fiscal Compact

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Comunicato stampa SISA – Docenti e lavoratori della scuola con un potere d’acquisto da anni ’70, con  una considerazione sociale degna degli schiavi utilizzati in compiti educativi  in epoca augustea. Italia con il numero di abbandoni scolastici più alto d’Europa e il numero di diplomati e laureati più basso. Intanto il continente ha 26 milioni di disoccupati e già si sa che a fine anno saranno 30 milioni.

Comunicato stampa SISA – Docenti e lavoratori della scuola con un potere d’acquisto da anni ’70, con  una considerazione sociale degna degli schiavi utilizzati in compiti educativi  in epoca augustea. Italia con il numero di abbandoni scolastici più alto d’Europa e il numero di diplomati e laureati più basso. Intanto il continente ha 26 milioni di disoccupati e già si sa che a fine anno saranno 30 milioni.

La politica intanto alambicca alchemiche soluzioni istituzionali per tirare a campare e il governo Monti procede coi tagli.
I 45 miliardi da trovare entro novembre per coprire la prima tranche del ventennale Fiscal Compact sono sempre fuori dalla discussione partitica e televisiva, ne parla solo, dopo Giarda, il ministro Grilli, ma a mezza voce e senza farsi sentire troppo, né essere troppo ascoltato dai soloni della comunicazione mediatica.

Come SISA, per non finire schiantati, mentre c’è chi prende in giro i precari coi TFA, prima del licenziamento di 50mila precari previsto per il prossimo anno scolastico e dello stipendio dimezzato per alcuni mesi previsto per chi resta in cattedra, proponiamo che dei 100 miliardi che lo stato deve alle imprese sia versato in solido la metà e l’altra ascritta alla copertura del primo anno del Fiscal Compact.

Sono questioni difficili, ma cerchiamo di spiegarle in modo semplice.
Lo stato dichiara che versa 100 miliardi alle imprese, quelli che deve, però ne eroga solo 55, gli altri 45 li utilizza per ascriverli alla prima tranche del Fiscal Compact, che almeno per il 2013, sarebbe pagato dalle imprese.

Anche perché, se il governo, quale che sarà, li chiederà agli italiani e in specifico al lavoro dipendente e al piccolo commercio al dettaglio, le imprese non avranno più nessuno a cui vendere i loro prodotti.

Il collasso del sistema paese è dietro l’angolo, accorgersene prima e agire per tempo sarebbe meglio.

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