L’insegnamento del Latino e del Greco ha ancora senso? Lettera

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Inviata da Daniela Cigni – Sono anni che penso che lo studio del mondo classico sia la base da cui partire per formarsi , in quanto consente di comprendere a fondo il significato delle parole che usiamo quotidianamente. La comunicazione diviene allora consapevole e raggiunge il suo obiettivo.

Oggi, alla luce dell’innovazione digitale, si tende a svalutare lo studio dei classici , ma non ci si rende conto che in realtà anche il lessico della rete ogni tanto nasconde legami inaspettati :ad esempio con il greco….. crittografia da κρυπτóς , sincrono da σύνχρονος «contemporaneo», comp. di σύν «con, insieme» e χρόνος «tempo», asincrono da ασύνχρονος «assenza di ,,., », comp. di α privativo , σύν e χρόνος…o con con il latino : digitale = rievoca … digĭtus «dito»

In tal modo un mondo apparentemente sconosciuto si apre immediatamente di fronte a noi ……..

L’ insegnamento delle lingue classiche ha ancora un senso anzi forse potrebbe diventare un punto di partenza . Certo non è possibile fossilizzarsi sul mero studio delle vocali – lunghe, brevi, ancipiti… – oppure sull’ elencazione delle leggi dell’ accento – legge del trocheo o del σωτῆρα ,legge ἔγωγε. …..….- e sui cavilli grammaticali… ma bisogna sfruttare tali discipline allo scopo di allenare, affinare e sviluppare competenze.

La famosa versione diviene un mistero da risolvere che mette in campo abilità logiche di analisi, confronto , di sintesi e di deduzione ; il mondo antico un mistero affascinante dove riconoscere le nostre radici.

Significativi sono anche gli obiettivi trasversali che sono i naturali risvolti dell’ insegnamento delle lingue classiche come la padronanza degli atti comunicativi legati a contesti diversi, l’ acquisizione e l’ interpretazione di informazioni, la risoluzione di problemi, l’ individuazione di collegamenti e di relazioni.

Gli strumenti digitali consentono , a noi docenti, di affrontare tali discipline in modi svariati: possiamo pensare alla creazione di cruciverba grammaticali, usare tastiere che scrivono con caratteri greci ….

Un ultimo aspetto da tenere in considerazione, in tali percorsi formativi, è la promozione di tecniche di memorizzazione oramai cadute “ in disuso” in quanto sostituite dai “gestori di password” dei quali siamo schiavi senza renderci conto che questi famosi portachiavi, che riposano nel cloud, non sono totalmente inviolabili. Partendo dalla convinzione che πάντα ρεί -tutto scorre- è una massima sicuramente attuale, credo che conoscere le origini, piuttosto che un punto intermedio, potrebbe essere palestra per sviluppare competenze trasversali idonee ad affrontare varie tipologie di prove.

Potrei concludere dicendo alea iacta est – ovvero il dado è tratto-, ma preferisco semplicemente Έτσι, δεν γνωρίζω =so di non sapere (Socrate). … da dove parte il cammino dell’apprendimento.

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