Jeans squarciati e abbigliamento poco consono. Un Dirigente scolastico scrive ai genitori

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“Basta mandare i vostri figli a scuola vestiti come accattoni o spaventapasseri, con pantaloni che due anni fa non avreste ritenuto degni neppure del cassonetto della Caritas”. 

“Basta mandare i vostri figli a scuola vestiti come accattoni o spaventapasseri, con pantaloni che due anni fa non avreste ritenuto degni neppure del cassonetto della Caritas”. 

Sono queste le parole del dirigente scolastico del liceo Roiti di Ferrara, il quale ha indirizzato, come apprendiamo da La Repubblica.it, una mail ai rappresentati delle varie classi dell'Istituto, pubblicandola anche sul sito della Scuola.

Il DS è giunto a quest'atto ufficiale, dopo aver sollevato privatamente il problema e invitato i genitori  – in tono semiserio (leggiamo nella mail) – a far indossare ai figli abiti consoni al contesto scolastico.

Considerato che il detto richiamo non ha avuto alcun riscontro, il D.S. ha sollevato la questione pubblicamente, pubblicando la suddetta mail e utilizzando, questa volta, un tono tutt'altro che scherzoso.

Destinatari della "missiva" del dirigente Donato Selleri, dunque, non sono gli allievi, che si presentano a scuola indossando jeans strappati e, in genere, abiti poco adeguati ma pittostosto i genitori degli stessi, che permettono ai figli di vestirsi nel modo sopra definito, ovvero come "accattoni o spaventapassari".

Il dirigente premette che il suo richiamo non nasce da una personale avversione per la moda giovanile, ma dalla precisa convinzione che la Scuola è un luogo investito di una propria dignità e che quindi prevede un adeguato decoro

Il modo di vestire degli studenti, leggiamo nella lettera, è indice di sciatteria, di trascuratezza, di mancanza del senso di sé, in nome di un fenomeno effimero e di costume. 

Selleri evidenzia, ancora, che si è passati da lievi scuciture a veri e propri squarci e sbrindellature, che sembrano essere stati provocati da incidenti aerei o da scontri con bestie feroci.   

Il dirigente (che ha usato certamente parole dure), si legge ancora nella mail, non pretende che i ragazzi si presentino a scuola in vestito o in tailleur ma in modo "normale" e rispettoso, anche perché  i genitori stessi  hanno scelto il liceo Roiti per il rigore che lo caratterizza nell'educazione dei giovani.

"Forse l'abito non farà il monaco, ma noi siamo anche come ci presentiamo e rapportiamo con le persone e con i contesti. E gli stracci restano stracci."

Il dirigente Selleri ha sollevato una questione che sembra ormai diffusa in tutte le scuole italiane e relativamente alla quale si dovrebbe trovare un punto di equilibrio tra quello che propone la moda giovanile e il rispetto per le Istituzioni.

 

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