Ius Scholae, la proposta della Lega: “Sì alla cittadinanza se studente non ha commesso bullismo o ha la media dell’8 in pagella”

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Sullo Ius Scholae, la Lega è intenzionata alle barricate in Parlamento. Secondo quanto segnala Open, il partito leghista è intenzionato a presentare diversi emendamenti. 

Secondo alcuni emendamenti, il ragazzo può accedere alla cittadinanza se non ha mai commesso bullismo o violenze durante l’orario scolastico, se è uscito dalle media almeno con l’8 e con 90/100 dalle superiori.

Cosa dice il testo della proposta di legge al vaglio del Parlamento

Il testo punta a riconoscere il ruolo della scuola consentendo a quasi un milione di ragazzi under 18 (nati in Italia o arrivati entro i 12 anni) la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana dopo aver frequentato “almeno 5 anni di scuola”.

Volendo poi, entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, “l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza”. Se non provvedono i genitori, invece, si prevede che lo straniero acquisti la cittadinanza “se ne fa richiesta all’ufficiale dello stato civile entro due anni dal raggiungimento della maggiore età”.

La proposta di legge prevede anche l’inserimento di un nuovo articolo, il 23-bis, nel testo della legge del 1992. Oltre a stabilire che il requisito della minore età si considera riferito al momento della presentazione dell’istanza o della richiesta da parte dei genitori, si dispone anche che gli ufficiali di anagrafe siano tenuti a comunicare ai residenti di cittadinanza straniera, nei 6 mesi precedenti il compimento dei 18 anni, “la facoltà di acquisto del diritto di cittadinanza” basato sullo ius scholae, “indicando i relativi presupposti e le modalità di acquisto”.

Se l’ufficiale di anagrafe è inadempiente sull’obbligo di informazione, si sospendono i termini di decadenza per la dichiarazione di elezione della cittadinanza.

ARTICOLO 1
(Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91)

1. Alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 4, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:
«2-bis. Il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia e che, ai sensi della normativa vigente, abbia frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale, acquista la cittadinanza italiana. La cittadinanza si acquista a seguito di una dichiarazione di volontà in tal senso espressa, entro il compimento della maggiore età dell’interessato, da entrambi i genitori legalmente residenti in Italia o da chi esercita la responsabilità genitoriale, all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, da annotare nel registro dello stato civile. Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza.
2-ter. Qualora non sia stata espressa la dichiarazione di volontà di cui al comma 2-bis, l’interessato acquista la cittadinanza se ne fa richiesta all’ufficiale dello stato civile entro due anni dal raggiungimento della maggiore età»;

b) dopo l’articolo 23 è inserito il seguente:
«Art. 23-bis. — 1. Ai fini della presente legge, il requisito della minore età si considera riferito al momento della presentazione dell’istanza o della richiesta da parte dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale.
2. Gli ufficiali di anagrafe sono tenuti a comunicare ai residenti di cittadinanza straniera, nei sei mesi precedenti il compimento del diciottesimo anno di età, nella sede di residenza quale risulta all’ufficio, la facoltà di acquisto del diritto di cittadinanza ai sensi dell’articolo 4, commi 2 e 2-bis, con indicazione dei relativi presupposti e delle modalità di acquisto. L’inadempimento di tale obbligo di informazione sospende i termini di decadenza per la dichiarazione di elezione della cittadinanza.»

ARTICOLO 2
(Disposizioni di coordinamento e finali)

1. L’articolo 33, comma 2, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, è abrogato.
2. Con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede a coordinare, a riordinare e a raccogliere in un unico testo le disposizioni di natura regolamentare vigenti in materia di cittadinanza. Il regolamento è adottato previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, da rendere nel termine di quarantacinque giorni dalla trasmissione. Il termine per l’espressione del parere del Consiglio di Stato è di trenta giorni.

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