ITS, 80% diplomati trova lavoro ad un anno dal titolo

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Gli ITS continuano ad essere una garanzia per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.

ITS e lavoro

A un anno dal titolo, infatti, l’80% dei diplomati presso gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) trova lavora, coerente nel 90% dei casi con il percorso svolto, come riferisce  Scuola24.

I dati sono tratti dal monitoraggio Miur-Indire che sarà presentato nella giornata di domani.

Questo il commento del vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Gianni Brugnoli:Il monitoraggio 2019 manda un messaggio chiaro a famiglie e studenti. Chi sceglie un Its ha la garanzia di trovare subito un lavoro e di trovarlo coerente con il proprio percorso formativo. Ci sono però dei problemi da risolvere. Bisogna analizzare ai raggi X i percorsi critici o problematici e capire come migliorarli. Serve inoltre ragionare insieme su come potenziare ulteriormente – per farne modelli replicabili e diffondibili – i percorsi con elevati standard di qualità. Premiare i migliori servirà anche ad affrontare quella che è una questione strategica per la nostra economia: il numero annuale di diplomati Its è ancora basso, poco più di 2.600 persone. Ne servono almeno 20mila soltanto per rispondere all’emergenza di competenze delle nostre imprese nei prossimi 12 mesi

Successo degli ITS: perché?

Le grandi opportunità offerte dagli ITS sono dovute a due cause principali:

  1. gli ITS formano in base ai reali bisogni delle aziende;
  2. formano direttamente per un “mestiere”.

I numeri

Nonostante le percentuali di impiego sopra riportate, gli studenti frequentanti gli ITS sono ancora pochi,circa 13mila. Dato questo inferiore rispetto a quello di altri paesi europei, sempre in riferimeto alla formazione terziaria professionalizzante:

  • Germania – 764.854
  • Francia – 529.163
  • Spagna – 400.341
  • Regno Unito – 272.487.

I percorsi monitorati dal Miur ammontano a 139, 74 dei quali costituiscono delle eccellenze, si trovano in Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Umbria, e operano nelle aree tecnologiche della meccanica, della mobilità sostenibile e della moda.

Dei summenzionati 139 percorsi monitorati, 33 sono  bocciati o “rimandati” (in testa Sardegna, Calabria e Sicilia), 32 sono sufficienti

Servono maggiori risorse

Le risorse al momento disponibili sono i 32 milioni di euro stanziati dal vecchio Esecutivo e i 50 milioni circa finanziati dalle Regioni.

Per fare il salto di qualità, scrive Scuola24, sono necessarie ulteriori risorse stabili e misure che puntino alla semplificazione burocratica e normativa.

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