ITP non sono abilitati, ma hanno diritto al concorso per abilitati. Lettera

di redazione
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Inviato da Luca Gallo- Sembra che la telenovela tutta italiana sugli itp si faccia ogni giorno sempre più ricca di colpi di scena, infatti dopo che il consiglio di stato ha confermato che il semplice diploma non è abilitante, a distanza di pochi giorni, lo stesso consiglio di stato ammette incredibilmente i diplomati itp senza specifica abilitazione al concorso 2018.

Le motivazioni di questa decisione sono le stesse che pedissequamente si sentono ripetere ogni volta che c’è un concorso riservato agli abilitati di stato (TFA/PAS), ovvero che  siccome tanta gente non ha potuto prendere l’ abilitazione in questi anni, è giusto aprire il concorso a tutti.

Questa rappresenta  a mio parere  una visione  distorta delle cose, oltre che disonesta, in quanto i titoli e i requisiti o si posseggono o non si posseggono, anche io avrei voluto abilitarmi a suo tempo con la SISS, ma all’ epoca le abilitazioni venivano date con il contagocce e le selezioni in ingresso erano molto rigide, poi decisi di emigrare al nord, notoriamente con più possibilità lavorative ed iniziai a lavorare da subito su supplenze annuali, precisamente dal 2006 ad oggi.

Nel 2015 mi sono abilitato con il PAS presso l’ università di Padova al costo di 3000euro, per un percorso massacrante di sei mesi circa che se abbinato al lavoro mattutino a scuola era un qualcosa di pazzesco che ancora oggi non so come sia riuscito a non andare fuori di testa; in tanti, precari storici abbiamo intrapreso quel percorso con tante speranze e tanto impegno, il nostro giusto riconoscimento sarebbe stato l’ ingresso nelle GAE, come era nostro diritto, ma qui la politica e il ministero hanno cominciato a pasticciare in un modo fuori da ogni logica aprendo la stagione dei concorsi e dei relativi ricorsi, a questo punto sia il tar che il consiglio di stato si sono ritrovati a decidere di vicende tutte interne alla scuola in cui i vari governi succedutisi in questi anni, a fronte della crisi imperante e dell’ immobilismo istituzionale, decidevano di riformare di continuo il settore dell’ istruzione, unico campo dove potevano sbizzarrirsi a piacimento, creando ingiustizie, malumori e controsensi.

Per cui dire che non ci sono stati percorsi ordinari di abilitazione per giustificare la partecipazione dei non abilitati è pura follia, anche perchè il tar  ha fatto presente che si tratta di un concorso pro forma, di un colloquio e niente più..

Certo c’è anche un bando, da rispettare, che regola la partecipazione, ma tutto questo sembra non avere ormai nessuna importanza, questo ritengo che sia puro caos.

Si sa in questo tempo di crisi un posto di lavoro statale è oro colato, ma  non si può e non si deve distruggere la dignità e la pazienza di chi ha seguito le regole e che da anni subisce questo gioco al massacro; i concorsi vanno bene ma in questa fase i diritti dei circa 40000 abilitati(tfa/pas) dovevano essere pienamente acquisiti con l’ ingresso in GAE, inutile quindi a mio avviso questo concorso, con inutile ulteriore spreco di danaro pubblico per pagare le commissioni, oltre che a creare disagi per spostamenti assurdi da un capo all’ altro della penisola per affrontare appunto un “colloquio” al termine del quale si formerà l’ ennesima graduatoria ad esaurimento, questa volta regionale dove abilitati e non, precari e non, stazioneranno insieme in attesa del ruolo, alla faccia della meritocrazia e del buonsenso.

Grazie per l’ attenzione

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