ITP non abilitati non accedono al concorso scuola 2016: ma il TAR a che gioco sta giocando? Lettera

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Sono un insegnante“precario”di terza fascia gdi, ITP, acronimo misconosciuto e forse in via di estinzione dalla scuola italiana, che sta per Insegnante Tecnico Pratico.

Faccio parte di un drappello di qualche migliaio di unità della cui esistenza a nessuno sembra importare nulla. Non importiamo di certo al MIUR che in tutti questi anni non ha mai previsto un percorso ordinamentale di abilitazione (come invece previsto per tutte le altre classi di concorso).

Sono un insegnante“precario”di terza fascia gdi, ITP, acronimo misconosciuto e forse in via di estinzione dalla scuola italiana, che sta per Insegnante Tecnico Pratico.

Faccio parte di un drappello di qualche migliaio di unità della cui esistenza a nessuno sembra importare nulla. Non importiamo di certo al MIUR che in tutti questi anni non ha mai previsto un percorso ordinamentale di abilitazione (come invece previsto per tutte le altre classi di concorso).

Non interessiamo all'opinione pubblica che, quando si parla di scuola, è sempre in altre faccende affaccendata. Forse, non interessiamo persino a noi stessi ITP da sempre disorganizzati; incapaci di parlare in modo rappresentativo e con una voce sola. Di certo, non interessiamo al TAR del Lazio, che nell'ultima “cervellotica” (è l'aggettivo più politically correct che mi è venuto in mente) sentenza arriva a definirci nella stessa: “Insegnante Teorico Pratico” , [ https://www.giustizia- amministrativa.it/cdsintra/ cdsintra/ AmministrazionePortale/ DocumentViewer/index.html? ddocname= JB6AU3KGFGBSUA475CUPWVAQQI&q = ] dimostrando di non conoscere affatto la realtà su cui pure si è cimentato a rilasciare un giudizio di merito!

TAR del Lazio, appunto, che ha negato la legittima aspirazione di migliaia di persone che da tempo, nel loro campo, permettono alla “macchina” scuola, in un modo o in un altro, di trascinarsi avanti ogni anno scolastico. Una sentenza, ripeto, “cervellotica” e per certi versi assurda!

Il bando del concorso 2016 chiede a noi ITP oltre al titolo di accesso (solitamente un diploma di istituto tecnico o professionale) anche un'abilitazione alla professione di docente, che in via ordinaria nessuno ha MAI potuto conseguire! Per noi è stato previsto solo un percorso straordinario, il famigerato PAS , con criteri – ci è stato detto – molto selettivi di accesso fondati non sul merito ma sul servizio. 36 mesi di lavoro di cui almeno 180 giorni nella stessa cdc. Già, così ci era stato detto. Tanto che molti noi, non avendoli (magari per qualche mese, come il sottoscritto) non ha proprio pensato, rispettoso di quanto prescritto, a proporre un ricorso. Il PAS, in fondo, è un provvedimento straordinario, teso a sanare quel male tutto “italiano” che vede assumere per anni (almeno 3 anni!), con contratto a tempo determinato, migliaia di docenti ai quali spetterebbe – norme europee alla mano – invece la stabilizzazione. E per gli altri? Per quella pletora di anime sparse e disseminate nella terza fascia di istituto? A loro sarebbe spettato almeno la possibilità di potersi cimentare, con prove selettive e successivo percorso fatto di esami e tesi, come avvenuto per tutti gli altri insegnanti abilitati, in un percorso abilitativo ordinario come il TFA . Invece il legislatore, anzi i legislatori, in tutti questi anni hanno continuato, disatteso ed infine pervicacemente perpetrato il loro più completo disinteresse. Per questo, tanti di noi, saputo che poche centinaia di posti sono stati banditi per il concorso nelle cdc degli ITP, hanno deciso di impugnare, attraverso un ricorso non certo gratuito, il dettato del bando che chiede per la partecipazione oltre al titolo di accesso pure un'impossibile abilitazione mai concessa, se non in forma “straordinaria” e riservata ai pochi “eletti” dei PAS.

A tanta assurdità, il TAR del Lazio, ha dato un'ulteriore conferma e manforte con la sua “ultima” sentenza, negando l'accesso alle prove del concorso ad una collega “rea” di non essersi potuta abilitare col PAS poiché non ne aveva all'epoca i requisiti, in base a quanto prescritto per accedervi. L'assurdità deriva dal fatto che in una successiva sentenza del Consiglio di Stato, quei requisiti sono stati ritenuti illegittimi – tanto che quella sentenza ha permesso ad altri ricorrenti in quella Sede, di poter poi conseguire l'abilitazione. La sua colpa, quindi, sarebbe aver rispettato quanto “illegittimamente” prescriveva un bando ministeriale!

Il TAR chiosa beffardamente, addirittura citando i dubbi espressi a suo tempo dal CSPI, poco prima dell'emanazione del bando del prossimo Concorso scuola 2016, sulla mancanza di un percorso ordinamentale di abilitazione per gli ITP: “L a circostanza che per i docenti cd. I.T.P. non sia mai stato istituito un percorso abilitante ordinario, e di cui al citato parere del Consiglio superiore dell'istruzione della pubblica istruzione del 7 gennaio 2016, non assume valenza risolutiva alla luce della rappresentata circostanza che, per questi ultimi, comunque, si è proceduto con i percorsi speciali di abilitazione e di cui in precedenza”.

Insomma, per il TAR un percorso “speciale” e riservato (a pochi) di abilitazione diviene il motivo di esclusione per tutti gli altri (la gran parte degli ITP) che non hanno potuto accedere oltre a quello straordinario per criteri stringenti di servizio anche quello ordinario mai attivato, non certo per loro colpa o responsabilità! Ma il TAR, così come prima ancora, lo stesso MIUR a che gioco stanno giocando con le speranze, le attese e – non vi sembri un'inutile esagerazione – persino la pelle di tanta gente?

Prof. Pietro Salvato

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