“Italiano L2 e intercultura” anche per alunni Ucraini: un progetto per la Secondaria Superiore per includere e progettare un futuro

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Garantire l’insegnamento dell’Italiano L2 per lo studio attraverso un percorso di accoglienza di lungo periodo, finalizzato all’integrazione e al successo scolastico degli studenti ucraini, è priorità assoluta per la scuola italiana.

È necessario, infatti e congiuntamente:

  • praticare l’insegnamento dell’Italiano L2 sullo sfondo dell’intercultura;
  • rendere consapevole ogni docente di essere anche un insegnante di Italiano L2, attraverso il linguaggio della propria disciplina;
  • sviluppare la capacità di relazione interculturale e di dialogo per educare tutti gli studenti alla diversità, all’interazione e al superamento dell’eventuale conflitto;
  • conoscere le culture “altre” per conoscere meglio se stessi.

Il progetto e i due assi dell’integrazione

Il progetto che vi proponiamo è un eccellente esempio di attenzione ai due assi dell’integrazione (accoglienza e italiano L2) e all’intercultura. Prima d’ogni altra valutazione va preliminarmente fatta chiarezza sulle parole “italiano L2” e “intercultura” che sapientemente fa, nel suo progetto, l’ITCS Abba Ballini di Brescia, un vero esempio di ottima scuola, guidato con magistrale competenza dal dirigente scolastico Dott.ssa Elena Lazzari. In base alla declinazione organizzativa predisposta dai superbi docenti dell’istituto, guidati cinque anni fa, in questa avventura, dalla Prof.ssa Maripina Sforza referente del Gruppo di Progetto Italiano L2 e Intercultura, ancor prima, naturalmente, che gli episodi tragici ci interessassero personalmente, “i destinatari delle attività di italiano L2 sono gli studenti non italofoni; i destinatari di percorsi di intercultura sono tutti gli studenti dell’istituto; quindi, non solo gli stranieri e non solo gli studenti italiani che hanno compagni di classe stranieri. I destinatari di percorsi di intercultura sono inoltre le famiglie e possibilmente la città”. Riteniamo che avere uno strumento operativo così ben strutturato possa garantire una migliore accoglienza e integrazione dei nostri giovani ucraini.

Asse dell’integrazione in un istituto superiore: biennio

Per ciò che concerne l’asse dell’integrazione (accoglienza e italiano L2) il progetto d’istituto – come si legge nell’eccellente documento dell’ITCS Abba Ballini di Brescia, guidato dal dirigente scolastico Dott.ssa Elena Lazzari – dovrebbe assumere i seguenti principi per la realizzazione di un’accoglienza di lungo periodo per gli studenti ucraini di livello linguistico inferiore al B1 (frame work europeo). Il biennio deve essere inteso come un percorso scolastico unitario con obiettivi indicati dal Pdp predisposto, non immediatamente e compatibilmente con la necessaria e prioritaria accoglienza serena, dal consiglio di classe. Tale documento sarà accompagnato da un allegato che evidenzi i bisogni peculiari di questa tipologia di studenti e gli strumenti/strategie suggeriti e, pur se fissato nelle sue linee generali all’inizio dell’anno, sarà aperto ai cambiamenti che risulteranno necessari.

Di cosa dovrà tenere conto il PDP

Il documento dovrà:

  • tener conto della competenza linguistica emersa nel test di screening somministrato dai docenti di lettere ai rispettivi studenti ad inizio anno o anche successivamente, per studenti che arrivino in corso d’anno ;
  • prevedere l’adattamento dei piani di studio;
  • concentrare solo su alcune discipline, quelle ritenute più rispondenti alle possibilità di un’efficace prosecuzione degli studi, tenuto conto della storia scolastica di ciascuno;
  • stabilire criteri di valutazione coerenti all’adattamento scelto.

Cosa deve contenere il PDP

Nel Pdp, i singoli docenti prevederanno per ogni studente non italofono:

  • un’attenta selezione degli obiettivi e dei contenuti disciplinari;
  • un’attenta scelta delle strategie metodologiche (semplificazione/ facilitazione dei contenuti…;
  • prove di verifica coerenti con i criteri di adattamento scelti dal Consiglio di classe e con gli obiettivi disciplinari e le metodologie indicate dal docente stesso, coerenti rispetto al percorso effettuato e che consentano di valutare il raggiungimento degli obiettivi previsti per lo studente dal Piano di studio personalizzato.

Asse dell’integrazione in un istituto superiore: triennio

Per gli studenti non italofoni di nuovo inserimento nel triennio – si legge nell’eccellente documento dell’ITCS Abba Ballini di Brescia – è altrettanto essenziale ed opportuna la prospettiva di lungo periodo. Questa si rende possibile attraverso la predisposizione di Pdp che tengano presente da un lato le conoscenze certificate ed i percorsi scolastici precedenti e dall’altro la possibilità del recupero progressivo, differito nel triennio, di eventuali lacune, attraverso il raggiungimento di un livello di conoscenza adeguato della lingua italiana.

Il Consiglio di classe è l’organo dell’istituto che porta la maggiore responsabilità per ciò che concerne il percorso scolastico dello studente non italofono. Il gruppo di progetto Italiano L2 e Intercultura, il docente distaccato per l’italiano L2, gli eventuali altri docenti di italiano L2, se appartenenti a diverso consiglio di classe, sono strumenti di supporto del consiglio, ma non possono sostituirsi al consiglio di classe.

Italiano L2 metodologia e strumenti

L’insegnamento dell’Italiano L2 avverrà nel nostro istituto con il metodo misto che integra con scelte non rigide i metodi grammaticali (che mettono al centro le conoscenze della struttura linguistica) e i metodi comunicativi (che mettono al centro le competenze comunicative orali, cioè vengono corretti solo gli errori che compromettono la comprensione della lingua), dando priorità al secondo metodo e introducendo solo gradatamente le riflessioni sulle strutture grammaticali. L’insegnamento dell’Italiano L2 sarà condotto sullo sfondo dell’intercultura, perché lo studio della lingua non è solo imparare un lessico e alcune strutture morfo-sintattiche, ma è anche strutturazione del pensiero e conoscenza approfondita di come un popolo vede la realtà. Le carenze linguistiche non consentono agli studenti stranieri di divenire “cittadini” a tutti gli effetti dello stato italiano, cioè di porsi in interscambio fecondo con la nostra cultura, anzi non permettono loro di uscire dal mondo culturale di provenienza e di divenire essi stessi dei mediatori culturali tra la cultura di partenza e quella italiana.

Le abilità linguistiche Ascolto, Parlato, Lettura e Scrittura

Le abilità linguistiche Ascolto, Parlato, Lettura e Scrittura sono articolate in livelli secondo il Framework europeo (A0, A1, A2, B1) con relativi obiettivi, prestazioni dell’alunno e strategie dell’insegnante.

I contatti con la famiglia, anche quella ospitante

Per avere ulteriori elementi in grado di definire meglio il quadro delle competenze, ma anche per raccogliere notizie specifiche che possano indirizzare l’azione educativa o comunque incidere su di essa in modo da renderla più adeguata alle necessità, il docente distaccato per l’Italiano L2 attiverà contatti con la famiglia, con le scuole media di provenienza e, nei casi in cui la situazione lo richieda, con comunità od enti che si sono interessati allo studente. Vengono quindi costituiti gruppi di studenti non italofoni che possiedono il medesimo livello di abilità linguistiche per consentire un percorso mirato e per razionalizzare l’utilizzo delle risorse.

Personalizzare il proprio percorso formativo

L’intenzione – si legge nell’eccellente documento dell’ITCS Abba Ballini di Brescia – è quella di permettere allo studente di personalizzare il proprio percorso formativo in modalità e-learning studiando, lavorando e comunicando grazie agli strumenti e ai materiali messi a disposizione (incontri in presenza, classe virtuale), svolgendo quindi le attività proposte sapendo che è possibile un feedback veloce grazie alla disponibilità di un tutor on-line; il tutto possibilmente senza gravare sull’orario scolastico, ma sfruttando le potenzialità delle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) con modalità asincrone ed aspaziali. Questo corso potrebbe essere considerato un laboratorio sperimentale; la modalità di erogazione dell’offerta formativa potrebbe, in caso di riscontro positivo, essere estesa a tutti gli studenti che necessitano di supporto permettendo loro di scegliere tra corsi di recupero in presenza in orario pomeridiano e corsi in modalità blended learning, cioè con l’erogazione di percorsi formativi integrando e-learning e formazione d’aula. Nel nostro istituto è possibile predisporre un ambiente di e-learning riservato ai soli studenti dell’istituto dotati di codice d’accesso.

I vari casi possibili: dal mediatore culturale ad altri ucraini presenti sul territorio da più tempo

Nei casi di studenti con i quali non è possibile una comunicazione con le lingue straniere conosciute dai docenti, va contattato immediatamente uno studente dello stesso paese o, in mancanza, un mediatore culturale per far capire allo studente le informazioni, l’organizzazione e le principali regole della scuola.

Il docente referente per l’italiano L2 parteciperà alle riunioni dei consigli di classe di iscrizione degli studenti che provengono dal Laboratorio Multidisciplinare, quando ciò risulterà necessario per il coordinamento o la verifica del lavoro svolto, limitatamente alla posizione dello studente, senza diritto di voto.

Asse dell’intercultura

Essenziale è il ruolo della scuola per lo sviluppo della capacità di relazione interculturale e di dialogo, cioè per educare alla diversità e al superamento dell’eventuale conflitto. Fare intercultura – si legge nell’eccellente documento dell’ITCS Abba Ballini di Brescia – significa attivare un processo relazionale attivo, motivante e arricchente che sa far conoscere, convivere e interagire le differenze, in un tessuto culturale e sociale multiforme, in una quotidiana ricerca di dialogo, di comprensione e di collaborazione, di apertura verso l’altro. Per una pedagogia interculturale la diversità è ricchezza, quindi allo studente straniero la scuola non può chiedere solo di rinunciare a qualcosa di suo per adeguarsi al contesto, per omologarsi, ma deve offrire la possibilità di valorizzare la sua cultura d’origine e, laddove è possibile, anche la sua lingua e di farne occasione di crescita per i compagni. La presenza degli stranieri sia nella scuola che nella società sta diventando per tutti un’occasione per riprendere la questione della “differenza”: incontrare l’altro/l’altra a partire da sé, cioè a partire dalla consapevolezza della propria identità e parzialità, superando tutte le pretese di essere rappresentativi dell’intero universo.

Interventi didattici che si muovono nella direzione della relazione interculturale

Vengono di seguito delineati alcuni interventi didattici che si muovono nella direzione della relazione interculturale da attuarsi nelle classi dell’istituto:

  • intervento nelle singole classi di un mediatore o di una mediatrice culturale in veste di esperto di intercultura. Il suo contributo potrebbe essere o di risposta a problematiche specifiche poste dalla classe o di narrazione della propria esperienza di straniero capace di creare ponti tra la cultura del Paese di provenienza e la cultura del nostro Paese e di persona che ha maturato un senso di appartenenza alla comunità italiana. Si precisa che l’intervento si intende rivolto alle classi, a prescindere dalla presenza in esse di studenti stranieri.
  • Attivazione di un laboratorio di scrittura per la produzione di materiale autobiografico dal quale far emergere la singolarità delle diverse storie e la ricchezza apportata dagli studenti stranieri, ma anche le sensibilità comuni a tutti gli adolescenti del mondo; se gli autori saranno disponibili, il materiale potrebbe poi essere pubblicato.
  • Acquisto di materiale didattico per facilitare l’attività di Italiano L2 e di Intercultura. In particolare si riconferma l’adozione nelle aule e negli uffici dell’istituto di un calendario interreligioso ed interculturale che riporta e descrive le più importanti festività e tradizioni delle principali religioni e alcune feste civili che ricordano a tutto il mondo l’esistenza di un nucleo di diritti fondamentali. Questo calendario è uno strumento che contribuisce a dare esistenza simbolica agli studenti stranieri, attraverso la conoscenza delle loro tradizioni.
  • Conferenze, percorsi di educazione interculturale, lezioni-concerto, presentazione di libri, spettacoli.

Giornata di sensibilizzazione al volontariato indirizzata agli studenti

Officina del volontariato: giornata di sensibilizzazione al volontariato indirizzata agli studenti (una giornata per biennio e una per triennio) che si realizza a scuola tramite laboratori e occasioni di incontro con le associazioni di volontariato. Il progetto mira a promuovere il volontariato, far conoscere l’attività svolta dalle organizzazioni e far sperimentare ai giovani piccole attività dell’area della solidarietà.

Monitoraggio e valutazione

Per monitorare e valutare l’andamento delle attività e delle varie fasi di realizzazione del progetto – si legge nell’eccellente documento dell’ITCS Abba Ballini di Brescia – dovrebbero essere previste le seguenti azioni:

  • incontri periodici del Gruppo di Progetto Italiano L2 ed Intercultura;
  • analisi dei dati relativi ai corsi di italiano L2 in orario extracurricolare: 1) se sono state effettuate segnalazioni dei bisogni di italiano L2 dai vari consigli di classe; 2) disponibilità dei docenti a tenere i corsi; 3) effettiva attivazione dei corsi; 4) numero degli studenti indirizzati ai corsi; 5) numero degli studenti frequentanti
  • analisi dei dati sulla produzione di testi semplificati: 1) numero 2) discipline coinvolte) 3) se frutto di un lavoro collegiale o individuale;
  • lettura dei verbali dei consigli di classe (su delega del Dirigente Scolastico) relativamente a punti dell’ordine del giorno connessi con il progetto; incontri allargati al Dirigente Scolastico, ai coordinatori di classe, ai docenti di Italiano L2, ad altri docenti degli studenti stranieri (ai quali, di volta in volta, verrà richiesta la disponibilità a partecipare) per monitorare: la frequenza scolastica curricolare ed extracurricolare, l’andamento delle attività di italiano L2 e la loro ricaduta sul processo di inserimento e di apprendimento;
  • confronto tra le competenze linguistiche iniziali e conclusive delle varie esperienze si apprendimento, sia in orario curricolare che extracurricolare; analisi dei risultati scolastici del primo e del secondo quadrimestre degli studenti stranieri effettuata dal Gruppo di Progetto;
  • partecipazione di uno o più membri del Gruppo di Progetto agli incontri di verifica con i formatori esterni e con i docenti delle classi interessate alla fine di ogni percorso di educazione interculturale; Inoltre, la relazione finale contenente il “bilancio sociale” degli esiti del progetto verrà condivisa dal Collegio dei docenti e verrà comunicata agli Enti Locali.

ITALIANSTUDIO – Lingua e metodo per lo studio L2

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