Gli Italiani non sanno parlare in inglese, ma se ne accorgono solo se viaggiano all’estero

di Giulia Boffa
ipsef

GB – Il terzo rapporto sulla conoscenza della lingua inglese nel mondo promosso dall’agenzia Education first (EF) ha messo in rielivo quanto pochi siano  gli italiani che conoscono la lingua inglese.

L’Italia, infatti, si piazza agli ultimi posti tra 60 Paesi europei e 5 milioni di persone, considerato il periodo che va dal 2007 al 2012, rientrando nella categoria "a basso livello".

GB – Il terzo rapporto sulla conoscenza della lingua inglese nel mondo promosso dall’agenzia Education first (EF) ha messo in rielivo quanto pochi siano  gli italiani che conoscono la lingua inglese.

L’Italia, infatti, si piazza agli ultimi posti tra 60 Paesi europei e 5 milioni di persone, considerato il periodo che va dal 2007 al 2012, rientrando nella categoria "a basso livello".

Tra le nazioni migliori si annoverano diverse Nazioni asiatiche come Vietnam e Indonesia e le potenze emergenti come Brasile, India, Russia e Cina. Meno positivi i risultati dei paesi latino americani e Nord africani.

Secondo il rapporto di EF, gli italiani in generale considerano l’inglese uno strumento versatile, ma sono molto più attaccati alla propria lingua madre, che considerano ricca e importante, e all’idea di Europa e della storia europea. Sono frequenti i dibattiti pubblici su come la cultura italiana e il sistema scolastico possano aprirsi maggiormente all’uso delle lingue straniere, senza per questo indebolire il patrimonio culturale italiano.

I film in lingua originale non sono molto graditi al pubblico, non solo perché è più facile guardare film in italiano, ma anche perché l’industria del doppiaggio cinematografico è considerata di qualità estremamente elevata, oltre che un’importante fonte di fondi per sostenere l’industria italiana del cinema.

L’uso inevitabile di molte espressioni in inglese nell’italiano parlato non è visto come una minaccia per la lingua, ma  come un necessario processo di modernizzazione.
Gli italiani mostrano un alto grado di interesse nelle culture di lingua inglese, in particolare nel settore dello spettacolo e della politica mondiale.

Viaggiano all’estero con la stessa frequenza degli altri europei e sono generalmente incuriositi dall’arte, dalla storia e dalla cultura di altri luoghi e riconoscono che il loro livello nazionale di inglese è inferiore rispetto a quello di molti altri paesi europei ed è spesso oggetto di scherno nell’opinione pubblica.

rapporto EF

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