Italia: tasso di abbandono scolastico altissimo e meno ore di studio rispetto ai Paesi Ocse, penultimo posto per spesa nell’istruzione

di Giulia Boffa
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GB –  L’Europa bacchetta l’Italiaper aver registrato nel 2012 un tasso di abbandono scolastico molto alto: rispetto alla media dei 28 Paesi dell’Ue, scesa al 12,7%, e all’obiettivo del raggiungimento del 10% entro il 2020, ci sono ancora cinque Paesi ancora molto lontani dalla meta. Tra questi figura l’Italia, oggi al 17,6%, che per numero di 18-24enni che hanno lasciato gli studi prima del tempo è riuscita a fare peggio anche della Romania, che è al 17,4%.

GB –  L’Europa bacchetta l’Italiaper aver registrato nel 2012 un tasso di abbandono scolastico molto alto: rispetto alla media dei 28 Paesi dell’Ue, scesa al 12,7%, e all’obiettivo del raggiungimento del 10% entro il 2020, ci sono ancora cinque Paesi ancora molto lontani dalla meta. Tra questi figura l’Italia, oggi al 17,6%, che per numero di 18-24enni che hanno lasciato gli studi prima del tempo è riuscita a fare peggio anche della Romania, che è al 17,4%.

Peggio dell’Italia ha fatto la  Spagna: lasciano la scuola prima del tempo, acquisendo al massimo il titolo di licenza media, il 24,9% dei ragazzi. E poi a ruota seguono  Malta (22,6%) e il Portogallo (20,8%).

Dodici Paesi dell’Unione hanno già raggiunto e superato l’obiettivo del 10% di dispersione. E pure Germania, Francia e Regno Unito, quasi prossimi al raggiungimento della soglia.

E’ giunto pertanto il momento di tornare ad investire: la situazione risulta particolarmente critica in Sicilia, Sardegna e Campania, dove vi sono aree con punte di abbandoni scolastici del 25%. E il periodo più a rischio abbandono rimane quello dei 15 anni, quando i ragazzi frequentano il biennio delle superiori.

Calo di intereresse anche per l’Università: si iscrive appena il 30% dei neo diplomati; diminuiscono anche il personale docente e i corsi di laurea: il numero di giovani che oggi raggiunge la laurea rimane tra i più bassi dell’area Ue.

In Italia la spesa in Istruzione è sempre più bassa: secondo i dati Ocse l’Italia è al 31° posto tra i 32 considerati. Solo il Giappone fa peggio di noi. Per non parlare degli stipendi degli insegnanti, tra i più bassi: con 32.658 dollari l’anno nel 2010 nella scuola primaria (contro i 37.600 della media Ocse), 35.600 dollari nella scuola media (39.400 Ocse) e 36.600 nella secondaria superiore contro 41.182 dell’area Ocse.

Ridotto di un sesto anche l’orario scolastico, con conseguente taglio di docenti: gli alunni della primaria svolgono 4.455 ore studio, rispetto alle 4.717 dell’Ocse. E 2.970 in quella superiore di primo grado rispetto alle 3.034 sempre dell’Ocse.

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