Italia in ritardo sugli asili nido e infanzia, quasi 5 miliardi a rischio: al Sud è emergenza. Valditara: “Stiamo accelerando”

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La Corte dei Conti ritiene che l’Italia sia in ritardo nel suo Piano di potenziamento degli asili nido e delle scuole dell’infanzia previsto dal Pnrr. 

Nella loro delibera sullo stato di avanzamento dei lavori, i magistrati contabili hanno infatti accertato “il mancato rispetto dell’obiettivo intermedio (milestone) nazionale relativo alla selezione degli interventi da ammettere a finanziamento (scaduto il 30 marzo 2022)”.

La Corte evidenzia quindi “il rischio che il ritardo accumulatosi pregiudichi l’obiettivo intermedio europeo di aggiudicazione dei lavori, da raggiungersi entro il secondo trimestre 2023”.

Va inoltre considerato che anche le graduatorie pubblicate in cui è stato stabilito quali sono i comuni a essersi aggiudicati i fondi non sono definitive. I magistrati scrivono infatti che solo il 36 per cento dei progetti nuovi è stato confermato, mentre i restanti sono stati ammessi “con riserva”.

Si raccomanda quindi al Ministero dell’Istruzione di “accelerare”.  La Corte dei Conti dispone al Ministero dell’Istruzione di pubblicare l’elenco aggiornato di tutti i progetti in essere e nuovi selezionati tra quelli presentati dai comuni, entro 30 giorni, “per superare le criticità segnalate”.

Quasi 5 miliardi a rischio

Le risorse del Pnrr destinate al potenziamento degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, ricordano i magistrati contabili, ammontano a 4,6 miliardi di euro, di cui 700 milioni per progetti già in essere (finanziati con fondi nazionali), 2,4 miliardi per la costruzione di nuovi asili nido, 600 milioni per le scuole dell’infanzia e 900 milioni per le spese di gestione.

Ad oggi l’Italia garantisce solo al 26,9 per cento dei bambini sotto i 3 anni un posto, a differenza del target europeo del 33 per cento previsto nel 2010. Si posizionano al di sopra del 33% (media-target dell’Unione Europea) la Valle d’Aosta (43,9%), che è al primo posto per numero di posti in asili nido rispetto alla popolazione, l’Umbria (43,0%), l’Emilia-Romagna (40,1%), la Toscana (37,3%), il Lazio (34,3%) e il Friuli-Venezia Giulia (33,7%). Le altre regioni d’Italia, invece, si caratterizzano per gravi carenze di copertura di posti in asili nido: ciò è forse dovuto alla mancanza di risorse o a variabili sociali. La maggior parte delle Regioni con copertura al di sotto della media europea si trova tra il 25% e il 30%, raggiungendo situazioni di significativa carenza in Campania (10,4%), Calabria (10,9%) e Sicilia (12,4%).

Così come segnala il rapporto annuale dell’Osservatorio sulla povertà educativa #conibambini promosso da Con i Bambini e Openpolis, sono tutti meridionali i territori sotto il 10% (Ragusa, Caltanissetta, Cosenza, Caserta) – ma anche tra città e aree interne. Se l’offerta nei comuni polo mediamente supera la soglia del 33%, nei comuni di cintura si attesta attorno al 25%, mentre in quelli periferici e ultraperiferici non raggiunge il 20%.

Valditara: “Stiamo accelerando”

I ritardi ci sono ma non comprometteranno l’arrivo dei finanziamenti. Il Ministro, con una nota, specifica che ha attivato un sistema di supporto e accompagnamento, attraverso strutture tecniche del Ministero, in favore degli enti locali e delle scuole per assicurare un costante e capillare sostegno in tutte le fasi di attuazione dei progetti. Sono attivi webinar sia nazionali sia a livello locale, una specifica task force di supporto e linee telefoniche dedicate agli enti locali. Sarà attivato un sistema online che consentirà a tutti i cittadini di seguire l’attuazione degli interventi dei Comuni in base al loro cronoprogramma.

DELIBERA CORTE DEI CONTI

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