Italia dei Valori e Pd respingono la proposta Gelmini sulle graduatorie regionali

di Lalla
ipsef

red – Comunicati stampa dei senatori Giambrone (IdV), Soliani (Pd), Bastico (Pd)

red – Comunicati stampa dei senatori Giambrone (IdV), Soliani (Pd), Bastico (Pd)

Giambrone (Pd): No a graduatorie regionali che allontanano dall’Europa

"Che la Lega sia dichiaratamente antieuropeista non è una novità, ma che il Governo ora avalli qualsiasi proposta del Carroccio è una vera vergogna". E’ il commento del senatore Fabio Giambrone, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Istruzione all’impegno del ministro Gelmini per costituire graduatorie regionali per il reclutamento degli insegnanti entro il 2011, così come voluto dalla
Lega.

"Questa idea di scuola federale proprio non ci piace – stigmatizza l’esponente IdV – perché in palese contrasto con l’art. 117 della Costituzione che sancisce in capo al governo nazionale l’esclusività di
norme generali sull’istruzione e perché in evidente contrasto con le direttive comunitarie sulla libera circolazione delle professioni".

"Non bastavano i tagli della riforma Gelmini, la mannaia sui posti di sostegno e la continua vessazione del precariato, ora per dare un altro duro colpo alla scuola c’è anche questa proposta priva di senso.
Per questo, l’Italia dei Valori – conclude Giambrone – vigilerà nelle sede competenti affinché le graduatorie dei docenti non restino blindate in un sistema regionale chiuso che ci allontana sempre di più dall’Europa".

Soliani "Valorizzare merito senza gabbie localistiche"

"Il Ministro Gelmini continua nella sua azione di dismissione della scuola. Quello che resta dopo i tagli lo consegna alle Regioni". Lo dichiara la senatrice del Pd Albertina Soliani che aggiunge: "le
graduatorie regionali degli insegnanti consegneranno infatti agli assessori di turno il potere di governare la scuola secondo i loro orientamenti politici. Questo è il rischio, non tanto remoto, delle
proposte in parlamento della Lega che ora il Ministro sembra assecondare.

Sfidiamo il Ministro Gelmini a fare i conti con la qualità dell’istruzione che ha bisogno di risorse adeguate, riconoscimento del merito dei docenti, visione sociale dell’educazione. Il mondo e l’Europa non ci chiedono localismi: chiedono che la scuola costruisca i valori nazionali e internazionali della convivenza e possa sviluppare propri progetti con autonomia e responsabilità".

"Obama in questi giorni – conclude la parlamentare del Pd – ha lanciato la nuova riforma per la scuola: che ogni bambino, in qualunque parte si trovi degli Stati Uniti, sia in grado di competere con chiunque altro incontrerà nel mondo. I docenti debbono essere valorizzati secondo il merito, senza gabbie localistiche. La scuola non è cosa per dilettanti, siano essi ministri o assessori"

Bastico – La Gelmini accoglie la proposta della Lega: insegnanti solo residenti

Si tratta di uno dei tanti annunci che il Ministro Gelmini proclama per fare parlare di sé e per distrarre dai grandi problemi che gravano sulla scuola, da ultimo quello del taglio di 25.600 docenti.

Auspico che si tratti di uno dei tanti annunci poi ritirati e mai attuati. La proposta è comunque grave: il criterio della residenza non può costituire elemento di premialità, né, tantomeno, essere un vincolo esclusivo. Così, in modo chiaro, si è pronunciato il Consiglio di Stato a seguito dei ricorsi di molti docenti posti in fondo alle graduatorie in quanto provenienti da altra provincia.

A mio avviso questa norma presenta anche elementi chiari di incostituzionalità. Non vedo, infatti, come un concorso pubblico in ambito statale e anche in ambito locale possa essere precluso a causa della residenza.

Mi sembra, quindi, una scelta sbagliata, ideologica ed impraticabile, ammantata da alcuni principi condivisibili, quali la stabilità degli insegnanti e la continuità didattica. Per ottenere questi risultati esistono modalità assai efficaci, che nulla hanno a che vedere con la residenza, prime fra tutte quella di stabilizzare il personale docente e quella, che può essere valutata, di porre dei limiti temporali alle eventuali richieste di trasferimenti e di assegnazioni provvisorie.

Questa scelta annunciata dalla Gelmini non ha nulla a che vedere con una riorganizzazione su base regionale del sistema scolastico.

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