In Italia almeno 100mila prof vittime “burnout”, ministro Giovannini includa insegnamento nel ddl pensione anticipata

di Lalla
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Anief – Appello Anief Confedir al ministro del Lavoro: autorevoli studi confermano che i docenti sono sottoposti a diversi stress di tipo professionale, non commetta l’errore fatto con la Legge Fornero che ha considerato usuranti solo professioni riconducibili al comparto privato.

Anief – Appello Anief Confedir al ministro del Lavoro: autorevoli studi confermano che i docenti sono sottoposti a diversi stress di tipo professionale, non commetta l’errore fatto con la Legge Fornero che ha considerato usuranti solo professioni riconducibili al comparto privato.

È indispensabile includere anche gli insegnanti nel progetto di legge sulla pensione anticipata, attraverso la formula del “prestito d’onore”, oggi confermato dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini . L’idea di permettere su base volontaria di lasciare il lavoro due-tre anni prima, chiedendo un assegno anticipato di importo minimo (circa 700 euro al mese), da restituire in piccole rate al momento della maturazione effettiva del pensionamento, non può lasciare fuori la categoria professionale che più di tante altre è a rischio ‘burnout’.

Lo studio decennale ‘Getsemani’, dal titolo ‘Burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti’ , ha fatto emergere che la categoria degli insegnanti è quella che di più conduce verso patologie psichiatriche e inabilità al lavoro. Svolgendo una professione altamente ripetitiva e alienante, i docenti sono infatti sottoposti a diversi stress di tipo professionale. Le ultime stime, svolte su scala nazionale , indicano almeno il 3% di docenti (circa 25mila) sofferenti di patologie psichiatriche croniche, a cui va aggiunto un altro 10% (circa 80mila) che mostra segni palesi di stanchezza e spesso di depressione.

Il medico ematologo Vittorio Lodolo D’Oria, autore di diversi studi sul ‘burnout’, ha accertato che gli insegnanti stressati a causa del lavoro logorante sono il 73%. Gli individui che causano loro maggior stress sul lavoro sono nell’ordine: gli studenti (26%); i loro genitori (20%); i colleghi (20%); il dirigente scolastico (2%). Il 32% rimanente ritiene usurante la somma di tutte le relazioni. Sempre gli studi del medico esperto in ‘burnout’ hanno accertato che ad essere particolarmente esposte sono le docenti, che nella scuola rappresentano complessivamente oltre l’80% del corpo insegnante: sono fisiologicamente più soggette al "logorio professionale, in particolare dopo la menopausa". I dati sono stati confermati dallo stesso Lodolo D’Oria solo alcuni giorni fa attraverso un’intervista alla stampa specializzata nelle quale il medico si sofferma sulle “gravi patologie psichiatriche o di forme tumorali conseguenti all’immunodepressione da stress cronico ” dell’insegnante medio.

Di questa situazione è ben cosciente anche il Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, la quale di recente ha dichiarato che “il mestiere dell’insegnante è usurante , ma ora abbiamo leggi che dobbiamo rispettare. Certo, è necessario rimediare ai guasti che abbiamo fatto come quelli, i cosiddetti ‘quota 96’, che non sono riusciti ad andare in pensione”, ha tenuto a dire sempre il Ministro. Includere i docenti nella formula del “prestito d’onore Letta-Giovannini non farebbe altro, quindi, che rispondere a questa precisa esigenza.

“Considerare finalmente quella dell’insegnamento tra le categorie meritevoli di una deroga all’attuale legge pensionistica – dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – rappresenterebbe il giusto riconoscimento ad una categoria professionale particolarmente esposta alle sindromi psichiatriche e derivanti da stress lavorativo. Non si deve assolutamente commettere l’errore fatto con la Legge Fornero, che ha considerato usuranti solo professioni riconducibili al comparto privato. Inoltre, la loro inclusione nel progetto di legge del ministro Giovannini – conclude Pacifico – permetterebbe di svecchiare il corpo docente italiano, che si contraddistingue per la presenza di oltre il doppio di over 50 rispetto alla media dei paesi europei ed appena lo 0,1% di insegnanti under 30”.

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