Istruzione tecnica e professionale e laboratori: fioccano critiche al riordino Gelmini. Ministero suggerisce soluzioni, FLCGIL boccia

di
ipsef

red – Il calo delle ore di laboratorio negli istituti tecnici e professionali, previsto dalla riforma Gelmini, ha suscitato un nuvolo di polemiche, raccolto nel "rapporto di monitoraggio" sul primo anno di applicazione delle linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento curato dall’Indire.

red – Il calo delle ore di laboratorio negli istituti tecnici e professionali, previsto dalla riforma Gelmini, ha suscitato un nuvolo di polemiche, raccolto nel "rapporto di monitoraggio" sul primo anno di applicazione delle linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento curato dall’Indire.

Il quadro che ne viene è di una sonora bocciatura.

Tra le criticità segnalate, soprattutto negli istituti professionali, risalta il problema riguardante la riduzione delle ore di laboratorio nel primo biennio. Nel rapporto le scuole mettono in evidenza una contraddittorietà di base: da un lato la riforma sottolinea l’importanza della didattica laboratori, dall’altra sottrae risorse in termini di fiducia di orario di personale addetto al laboratorio.

Il Ministero per far fronte alle critiche ha emanato la nota 2363 del 19 settembre 2012, con la quale risponde alle criticità avanzate dalle scuole affermando che le problematiche segnalate, ed in particolare quelle connesse alla riduzione degli insegnanti in compresenza e delle ore di insegnamento affidati docenti tecnico pratici possano, in parte, "essere affrontate con opportuni impiego degli strumenti già a disposizione delle istituzioni scolastiche".

Strumento suggerito dal ministero è l’autonomia scolastica, con la possibilità di modulare diversamente l’orario delle lezioni nei vari periodi dell’anno per "aggregare in modo mirato gli spazi orari". Quindi, si legge nella nota, "la difficoltà ad eseguire specifiche esperienze elaboratoriali per l’insufficienza del numero delle ore di laboratorio continuative o ravvicinate nei giorni – tipico il caso lamentato dalle scuole del settore enogastronomico nel quale sono talvolta richieste lunghe lavorazioni di cucina – può essere superata da orari delle lezioni su base quindicinale mensile, oppure da moduli orari appositamente predisposti per particolari periodi dell’anno".

Il ministero suggerisce, inoltre, di avvicinare una stessa settimana ore della disciplina interessata, recuperando nelle settimane successive o in un altro momento dell’anno le ore non effettuate le altre materie, senza intaccare il monte ore delle discipline.

Un intervento da parte del Ministero che non ne è andato giù alla FLCGIL

In un comunicato sull’argomento, il sindacato afferma che "in una sol colpo il MIUR riesce in una impresa formidabile:

  1. tacitamente fa intendere che molte scuole non conoscono il Regolamento sull’Autonomia
  2. interviene pesantemente sull’autonomia delle singole istituzioni scolastiche suggerendo una serie di scelte organizzative e didattiche
  3. invade competenze di natura prettamente contrattuale."

Il parere della FLC CGIL non prevede appelli, nella nota del ministero dimostra, affermano, "il fallimento delle scelte politiche sull’istruzione tecnica e professionale della Gelmini, nonchè le contraddizioni insanabili tra impianto ordinamentale e Linee guida degli istituti tecnici e professionali".

Rapporto di monitoraggio Indire

Nota 2363 del 19 settembre 2012

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