Istruzione: sindacati, no all’autonomia differenziata, aumenta gap tra Nord e Sud

di redazione
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Comunicato – Il 17 maggio sciopero generale e manifestazione a Roma.

“L’autonomia differenziata chiesta dalla Lombardia e dal Veneto aumenterà il gap già drammatico nel settore della scuola e dell’università tra il Nord ed il Sud del Paese, dando il via libero alla pericolosa nascita di tanti diritti all’istruzione quante sono le regioni italiane”.

Lo dicono in una nota congiunta i segretari nazionali e regionali della Flc Cgil, Francesco Sinopoli e Graziamaria Pistorino, della Cisl Scuola, Lena Gissi e Francesca Bellia, e della Uil Scuola, Pino Turi e Claudio Parasporo, a margine del convegno “Diritto all’istruzione e autonomia differenziata: disuguaglianze obbligatorie”.

L’incontro si è svolto a Palermo e ha visto la partecipazione dell’ex ministro, Luigi Berlinguer, dell’assessore regionale alla formazione e all’istruzione, Roberto Lagalla, e della presidente del Cidi Palermo, Valentina Chinnici.

“Se l’autonomia differenziata – aggiungono – oggi all’esame del Parlamento, dovesse arrivare in porto le regioni più ricche avrebbero la possibilità di trattenere parte del gettito fiscale nazionale che oggi viene utilizzato dallo Stato per riequilibrare la spesa in tutto il Paese. Questo progetto targato Lega ha l’obiettivo di dare di più a quelle regioni che già garantiscono degli standard scolastici e universitari superiori alla media nazionale e di meno a quelle in cui gli standard sono inferiori. Una minaccia per l’Unità nazionale che, dopo quella geografica, è stata ottenuta proprio grazie all’istruzione statale per tutti i cittadini italiani”.

“La scuola è una – dichiara l’ex ministro dell’istruzione Berlinguer – il corpo docente è uno solo, non ci sono i professori siciliani e i professori milanesi, non si possono farei concorsi distinti, non si può spezzare l’unità nazionale. Il docente è docente della scuola italiana.
“Mentre noi siamo seriamente autonomisti – continua – siamo contro il rischio gravissimo di regionalizzare la scuola. Non si può regionalizzare il curriculum, non è possibile che uno studente non studi Dante e debba solo studiare l’autorità culturale di una regione o dell’altra. Il vero pericolo oggi è che la destra, che si è inventata questa storia singolare dell’autonomia differenziata, interpreti questa stagione per spezzettare la scuola se non si conserva un curriculum unico, sia purea articolato, o un corpo docente unico formato per svolgere la sua funzione e quindi una scuola nazionale ed europea noi finiamo nei gradi bassi delle classifiche”.
“Contro la cosiddetta degenerazione regionalista – conclude Berlinguer – e non autonomista, ecco la differenza, contro questa ci dobbiamo schierare con la massima energia”.

“Il 17 maggio – annunciano i segretari nazionali di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola, Francesco Sinopoli, Lena Gissi e Pino Turi – abbiamo proclamato lo sciopero generale del comparto istruzione e ricerca, con una grande manifestazione nazionale a Piazza del Popolo a Roma, che coinvolgerà tutto il mondo della scuola dell’università e della ricerca contro l’autonomia differenziata. Faremo di tutto per scongiurare questo pericolo”.

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