Istruzione Professionale. Il Consiglio di Stato dà parere positivo allo schema di decreto, ma sottolinea il forte ritardo della sua predisposizione

di redazione
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Il Consiglio di Stato nella seduta del 7 marzo 2018 ha dato parere favorevole con alcune osservazioni allo schema di decreto interministreriale previsto dall’art. 3 comma 3 del Decreto Legislativo 61/17 sulla formazione professionale. Ce ne informa la FLC CGIL.

Lo schema di decreto è composto da  9 articoli e 4 allegati: i risultati di apprendimento nell’allegato 1, i profili di uscita dei “nuovi” indirizzi di studio e la correlazione degli indirizzi di studio alle attività economiche nell’allegato 2, l’articolazione dei quadri orari nell’allegato 3, nell’allegato 4 la correlazione dei profili in uscita degli indirizzi di studio ai settori economico-professionali, le correlazioni tra le qualifiche e i diplomi professionali, gli indirizzi dei percorsi quinquennali dell’istruzione professionale, le modalità di passaggio al nuovo ordinamento.

Il CdS nel suo parere osserva che lo schema è stato predisposto con forte ritardo, che “impone un oneroso tour de force al fine di effettuare sollecitamente gli ulteriori adempimenti e di assicurare che, per l’inizio dell’anno scolastico 2018/19, ormai incombente, siano compiutamente assicurate tutte le condizioni – normative, organizzative, di risorse, di aggiornamento del personale docente e non docente, di informazione delle famiglie, eccetera – necessarie al concreto avvio della riforma.”

Il CdS esprime perplessità anche sulla previsione di ulteriori due decreti ministeriali relativi all’istruzione degli adulti e alle modalità di declinazione degli indirizzi di studio in percorsi formativi richiesti dal territorio, che rischiano di essere emanata troppo tardi per assicurare il regolare avvio dell’anno scolastico.

Infine il CdS chiede di modificare l’articolo 7 relativo alle misure nazionali di sistema con la seguente motivazione: “l’attuale formulazione, appare priva di sostanziale contenuto normativo, dal momento che prospetta una vasta e indeterminata gamma di azioni, certamente in astratto opportune e anzi necessarie e urgenti per dare attuazione alla riforma (“misure nazionali di sistema”, “programma nazionale per l’informazione e l’orientamento dei giovani e delle loro famiglie”), ma delle quali non sono indicati contenuti, forme, procedure di adozione e soprattutto risorse (tema che ricorre con toni preoccupati nel parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione).

Parere del Consiglio di Stato sui percorsi della Formazione Professionale

 

 

 

 

 

 

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