Istruzione parentale: l’homeschooling è contro la scuola pubblica?

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Sergio Leali – Presidente LAIF – In questo periodo di attraversamento di una sorta di “terra di mezzo” con alle spalle un passato di difficoltà ed una destinazione imprecisata per il futuro, nell’ambito del sistema dell’istruzione si stanno profilando speranze e paure che si intrecciano ed interagiscono.

Vista una certa tendenza che da alcune famiglie si sta manifestando, di avviarsi a praticare l’istruzione parentale/familiare (homeschooling) nel prossimo anno scolastico, prende spazio un’inquietudine che trova una sintesi nell’affermazione “ma voi homeschooler siete contro la scuola pubblica!”

Questa affermazione è inconsistente su entrambi i termini: scuola e pubblica.

L’istruzione parentale non è contro la scuola, vorrebbe mettersi al fianco della scuola ed effettivamente concorrere ad una vitalità moderna ed efficace del sistema dell’istruzione e delle educazioni.

Altresì non è contro la scuola pubblica per essere invece a  favore della scuola privata; l’intento nel rapporto con queste due entità è il medesimo ovvero quello di instaurare uno scambio sussidiario ed efficace (art.118 Costituzione) per il fine di creare in ambito familiare e comunitario le condizioni perché le giovani generazioni possano esprimere le loro migliori potenzialità.

Detto questo, nessuno è in grado onestamente di negare che all’interno del sistema vi siano grossi problemi, sia a carico delle famiglie che delle scuole pubbliche e private, come pure degli altri enti che partecipano al sistema (servizi amministrativi civili e religiosi, media, la rete, ecc..).

L’affermazione “voi homeschooler siete contro la scuola pubblica” deriva da una percezione perimetrata su una realtà che non c’è più e che esisteva quando parlare di istruzione voleva dire parlare di scuola e di qualche altro fattore collaterale, non secondario, ma che nella rappresentazione rimaneva defilato.

Correva l’anno 2012 quando il MIUR scriveva in esordio ad un suo fondamentale documento “Indicazioni nazionali per il curricolo” “Oggi l’apprendimento scolastico  è solo una delle tante esperienze di formazione….”.

Alzi la mano chi è in grado di confutare questo assunto.

Pertanto è impossibile non ragionare in termini di sistema, perché esso è infiammato, non solo la scuola pubblica o privata che sia.

Con l’istruzione parentale/familiare (homeschooling), le famiglie ri-assumono su di sé il compito che la Costituzione (art.30) attribuisce loro: “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti…”.

Nell’assolvere questo dovere, gestiscono le risorse che la comunità organizza in forma di servizi ai cittadini, siano essi scolastici che di cultura più in generale: musei, centri culturali , parchi, mostre, materiali e tutto ciò che è di utilità per apprendimenti di tipo formale, non formale e informale.

Questa gestione che legittimamente è in capo ai genitori, in questo quadro, non implica contrarietà alla scuola pubblica, bensì questa è intesa come una possibile risorsa di cui anche chi fa homeschooling ha il diritto di poter fruire, proprio per la sua qualità di servizio pubblico finanziato anche dai cittadini che hanno scelto l’istruzione parentale.

I servizi scolastici in un rapporto costruttivo e sereno  col mondo dell’homeschooling possono accrescere le loro potenzialità ed articolare ulteriormente le loro offerte professionali qualificate.

Il futuro sostenibile del sistema dell’istruzione e delle educazioni non può che passare da un rinnovato patto di alleanze e collaborazione tra le componenti del sistema che non potranno essere le une contro le altre.

Certo, i servizi scolastici hanno delle grandi potenzialità, come pure le famiglie che praticano l’istruzione parentale esprimono progettualità ricche e sono proiettate verso dimensioni educative e di apprendimento fino ad ora non pienamente sviluppate.

Uno dei portati fondamentali dell’istruzione parentale è il processo di ricommisurazione tra le istanze dell’individuo e quelle della comunità.

Non è un’invenzione degli Homeschoolers, o di LAIF, è un contenuto  ben evidenziato nelle già citate “Indicazioni nazionali” del MIUR quando parlano di “Cultura scuola persona”, volendo qui fare solo un cenno cito: “ La trasmissione standardizzate e normative delle conoscenze, che comunicano contenuti invariati pensati per individui medi, non sono più adeguati. Al contrario, la scuola è chiamata a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno.”

In questa ottica, l’osservazione un po’ polemica e da “coda di paglia” che “gli homeschooler sono contrari alla scuola pubblica” mostra parecchi punti di debolezza fino a sfiorare l’inconsistenza.

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