Istruzione domiciliare: indicazioni operative per la progettazione e l’attuazione, l’utilizzo della tecnologia e della didattica digitale. Scarica schema di progetto

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L’attuale normativa, costituita, nello specifico, anche dalle C.M. n.353/1998 e C.M. 2939 del 28/04/2015 del Ministero dell’Istruzione, fornisce chiare indicazioni attinenti all’Istruzione domiciliare come servizio che ciascuna delle istituzioni scolastiche può organizzare, offrire ed erogare agli alunni che frequentano il loro istituto (qualsivoglia sia l’ordine e il grado ad eccezione delle scuole dell’infanzia).

La scuola è aperta a tutti: lo dice espressamente l’articolo 34 della Costituzione

Un’alternativa alla frequenza delle aule scolastiche – scrive il Ministero dell’Istruzione sul proprio sito – è rappresentata infatti dall’istruzione parentale conosciuta anche come scuola familiare, paterna o indicata con i termini anglosassoni quali: homeschooling o home education. Tutte queste espressioni indicano la scelta della famiglia di provvedere direttamente all’educazione dei figli. I genitori qualora decidano di avvalersi dell’istruzione parentale devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola più vicina un’apposita dichiarazione, da rinnovare anno per anno, circa il possesso della capacità tecnica o economica per provvedere all’insegnamento parentale. Il dirigente scolastico ha il dovere di accertarne la fondatezza.

A garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione, il minore è tenuto a sostenere un esame di idoneità all’anno scolastico successivo. Più recentemente è stato stabilito che in caso di istruzione parentale, i genitori dello studente, ovvero coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza. Questi studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione. La scuola che riceve la domanda di istruzione parentale è tenuta a vigilare sull’adempimento dell’obbligo scolastico dell’alunno. A controllare non è competente soltanto il dirigente della scuola, ma anche il sindaco.

Riferimenti normativi

Costituzione, art.30

“è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti “.

Costituzione, art. 34

“l’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita”.
Legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 12 comma 9 Ai minori handicappati soggetti all’obbligo scolastico, temporaneamente impediti per motivi di salute a frequentare la scuola, sono comunque garantite l’educazione e l’istruzione scolastica.

Decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, art 111 comma 2

I genitori dell’obbligato o chi ne fa le veci che intendano provvedere privatamente o direttamente all’istruzione dell’obbligato devono dimostrare di averne la capacità tecnica od economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità.”

Decreto Ministeriale 13 dicembre 2001, n.489, art. 2 comma 1

“Alla vigilanza sull’adempimento dell’obbligo di istruzione provvedono secondo quanto previsto dal presente regolamento:

  • il sindaco, o un suo delegato, del comune ove hanno la residenza i giovani soggetti al predetto obbligo di istruzione;
  • i dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado statali, paritarie presso le quali sono iscritti, o hanno fatto richiesta di iscrizione, gli studenti cui e’ rivolto l’obbligo di istruzione”.

Decreto legislativo 25 aprile 2005, n. 76, art 1, comma 4

Le famiglie che – al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione – intendano provvedere in proprio alla istruzione dei minori soggetti all’obbligo, devono, mostrare di averne la capacità tecnica o economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità, che provvede agli opportuni controlli”. Pertanto, la scuola non esercita un potere di autorizzazione in senso stretto, ma un semplice accertamento della sussistenza dei requisiti tecnici ed economici.

Legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 622

“L’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno d’età “.

Decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 62 art.23

“In caso di istruzione parentale, i genitori dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente, ovvero coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza. Tali alunni o studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione”.

Quando si attiva

Si può attivare l’istruzione domiciliare a seguito di un periodo, più o meno lungo, di ospedalizzazione, e nel caso in cui la certificazione medica ospedaliera specifica chiaramente l’impossibilità dello studente di riprendere le normali attività scolastiche per un periodo consecutivo e non frazionabile di almeno 30 giorni durante una parte l’anno scolastico.

I principi dell’istruzione domiciliare

Il servizio di istruzione domiciliare trova il suo presupposto nel principio costituzionale della concretizzazione del diritto allo studio da garantire, necessariamente, tutti gli alunni; però, esso costituisce una “doverosa eccezione” rispetto alla regola, per non deprivare il processo formativo dell’indispensabile valore aggiunto dell’apprendere nel gruppo classe, organizzazione strutturata per la formazione e per l’educazione delle persone.

Quali patologie consentono l’attivazione dell’istruzione domiciliare

Le patologie che consentono l’attivazione dell’istruzione domiciliare, dopo il ricovero in ospedale, sono quelle qui di seguito elencate:

  • patologie onco-ematologiche
  • patologie croniche invalidanti, che comportano allontanamento periodico dalla scuola
  • malattie o traumi acuti temporaneamente invalidanti
  • patologie o procedure terapeutiche prolungate, oltre al periodo di ospedalizzazione, che impediscono una normale vita di relazione.

Terapie cicliche

Qualora le terapie siano cicliche e non continue, per cui si alternano periodi di cura ospedaliera e periodi di cura domiciliare, l’istruzione suddetta deve essere comunque garantita, sempre per un periodo NON inferiore a 30 giorni.

Le suddette patologie o procedure terapeutiche devono essere dettagliatamente certificate dalla struttura ospedaliera in cui l’alunno è stato ricoverato, così come il periodo di impedimento alla frequenza scolastica. Il ricorso all’istruzione domiciliare per gli alunni disabili è possibile nel caso in cui il minore disabile si ammali di una patologia compresa fra quelle sopra elencate, che ha causato un ricovero ospedaliero.

Il progetto dell’Istituzione Scolastica

In tali specifiche situazioni, l’Istituzione Scolastica di appartenenza dell’alunno predispone un Progetto di Istruzione domiciliare secondo il seguente iter procedurale:

  • richiesta della famiglia corredata dalla certificazione medica ospedaliera
  • realizzazione, da parte della Scuola, di un Progetto formativo per l’alunno, che indichi i Docenti coinvolti e le ore di lezione previste approvazione del Progetto da parte del Collegio dei Docenti e dal Consiglio d’Istituto
  • invio del Progetto, corredato dalla documentazione necessaria, all’U.S.R.
  • valutazione ed approvazione del Progetto, da parte dell’U.S.R., con conseguente assegnazione di risorse.

Le richieste per l’attuazione di interventi di Istruzione domiciliare dovranno essere presentate dalle Istituzioni Scolastiche utilizzando l’apposito modulo allegato, da compilare in ogni sua parte; si precisa che i finanziamenti dovranno essere richiesti esclusivamente per le ore aggiuntive d’insegnamento che la scuola intende realizzare (ogni ora aggiuntiva di insegnamento è pari ad € 46,44 circa, al lordo Stato), escludendo attività di coordinamento ed eventuali indennità di missione. Il progetto che si allega è stato realizzato dall’Istituto di Istruzione Superiore “Benedetto Castelli” di Brescia, scuola d’eccellenza in questo senso, essendo, anche, una “Scuola in Ospedale” diretta magistralmente dal dirigete scolastico prof.ssa Simonetta Tebaldini.

Il progetto e il monte ore massimo previsto

Tale progetto prevede, di norma, un intervento a domicilio del minore, da parte dei Docenti della Scuola di appartenenza, per un monte ore massimo così previsto:

  • scuola primaria: massimo 4/5 ore settimanali in presenza
  • scuola secondaria di 1^ e 2° grado: massimo 6/7 ore settimanali in presenza.

Oltre all’azione in presenza, necessariamente limitata nel tempo, e per evitare che il rapporto uno ad uno (insegnante-allievo) ponga l’alunno in una situazione di isolamento, è importante che le Istituzioni Scolastiche attivino interventi didattici mediante utilizzo di nuove e differenti tecnologie, che hanno il vantaggio di consentire agli studenti ( in particolare ai più grandi) di seguire e partecipare in diretta alle attività della classe e di interagire con i Docenti e con i compagni di classe, senza oneri aggiuntivi. Tutti i periodi di attività svolti in Istruzione domiciliare concorrono alla validità dell’anno scolastico (DPR n.122 del 22-06-2009), purchè regolarmente documentati e certificati.

I finanziamenti dell’istruzione domiciliare

Il servizio di Istruzione domiciliare utilizza specifici finanziamenti ministeriali che vengono assegnati sulla base:

  • del contributo ministeriale effettivamente disponibile
  • del numero di richieste pervenute nel corso dell’anno scolastico.

In considerazione del numero sempre crescente di richieste negli ultimi anni, e dato che non è possibile quantificarne l’entità poiché sono legate alla specificità della patologia dell’alunno, si ritiene necessario che ogni Istituzione scolastica, all’inizio di ogni nuovo anno, possibilmente durante i primi Collegi dei Docenti, deliberi l’attuazione di eventuali Progetti di I.D. e inserisca nel P.T.O.F. l’area di Progetto per l’Istruzione domiciliare, con l’accantonamento di una quota parte di risorse del Fondo d’Istituto per far fronte ad eventuali richieste nel corso dell’anno, prevedendo altresì l’utilizzo delle nuove tecnologie.

Le altre forme di finanziamento

Le Istituzioni Scolastiche possono avvalersi inoltre di altre forme di finanziamento (Enti Locali, Fondi per l’Ampliamento dell’Offerta Formativa, donazioni, etc.).

Nel caso di Progetti attivati a seguito di ricoveri in ospedali in cui è presente la sezione di scuola ospedaliera, il referente di Progetto prenderà i necessari contatti con i Docenti in servizio presso l’ospedale per sincronizzare e realizzare il percorso formativo più adatto ai bisogni dell’alunno, e per ricevere tutti gli elementi di valutazione delle attività già svolte in ospedale.

Occorre infine ricordare che è necessario la tenuta di un registro in cui vengano indicate le ore di insegnamento effettivamente prestate al domicilio dell’alunno, controfirmato da Insegnanti e da un Genitore o tutore.

Facsimile di Progetto Istruzione Domiciliare

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