Istruzione degli adulti: un po’ di chiarezza dal Seminario P.A.I.DE.I.A. di Taranto

di redazione
ipsef

di Nazzareno Corigliano* – Anche quest'Anno Scolastico 2014/2015 si avvia ormai a conclusione dopo averci costretto a dimenarci tra:

di Nazzareno Corigliano* – Anche quest'Anno Scolastico 2014/2015 si avvia ormai a conclusione dopo averci costretto a dimenarci tra:

– le incertezze del riordino dell'Istruzione degli Adulti, basato su norme non ancora chiare per tutti e che hanno condotto molte Istituzioni Scolastiche ad autonome ed, a volte, errate interpretazioni ovvero "all'arte di arrangiarsi";

– il parziale avvio dei CPIA (non in tutte le Regioni) non ancora definiti e praticamente senza disponibilità economiche ed autonoma capacità amministrativa;

– la drammatica riduzione d'orario che, nei Corsi Serali, ha prodotto rinunce, semplificazioni e incompletezze nei programmi didattici, soprattutto, delle discipline professionalizzanti;

– i tagli di organico che hanno impoverito i Corsi Serali privandoli delle risorse umane necessarie a riprogettare l’intera organizzazione, così come prevede il regolamento, in termini di patto formativo personalizzato, gruppi di livello, uda, formazione a distanza, ecc.

A consuntivo, con un simile zoppicante avvio, possiamo senz'altro affermare che, per l'IdA, il risultato di quest'anno scolastico sul piano qualitativo è certamente inferiore a quello dello scorso anno. Alla faccia dell'innovazione migliorativa!

Ovvia l’urgente necessità di avviare, come minimo, corsi di aggiornamento del personale sul riordino dell'IdA.

La risposta, a mio avviso tardiva, del MIUR è stata il progetto P.A.I.DE.I.A. (Piano di Attività per l’Innovazione Dell’Istruzione degli Adulti). Una serie di seminari residenziali che coinvolge quasi tutte le Regioni (tranne Trentino Alto Adige e Piemonte) raggruppate in 5 aggregazioni interregionali.

Il seminario che ha interessato le regioni PUGLIA, BASILICATA e CALABRIA si è svolto a Taranto nei giorni 23 e 24 Aprile 2015 e ha coinvolto circa una sessantina tra dirigenti dei CPIA pugliesi, docenti dei CTP e docenti, tra cui il sottoscritto, dei Corsi Serali delle tre regioni. I temi su cui si sono confrontati i vari gruppi di lavoro hanno riguardato l'ambito C) Commissione per la definizione del Patto Formativo Individuale e l'ambito D) Progettazione per UDA.

Il seminario di Taranto è stato, altresì, l’occasione per un positivo scambio di idee e per fare chiarezza su alcuni punti nodali attraverso le puntuali domande rivolte ai qualificati relatori intervenuti, tra i quali, il prof. SEBASTIAN AMELIO, Dirigente MIUR, in servizio presso la Direzione Generale per l'Istruzione e la Formazione Tecnica Superiore e per i rapporti con i sistemi formativi delle Regioni, responsabile del progetto P.A.I.DE.I.A., nonché componente del Gruppo Tecnico IdA e profondo conoscitore della normativa e degli obiettivi formativi riguardanti l'IdA.

Molti sono stati i punti trattati dal prof. AMELIO durante il suo intervento condotto con esaurienti analisi e con esemplare e rara chiarezza espositiva, ma, in questo articolo desidero riportare quanto ha chiarito, rispondendo ad una specifica domanda, su un punto particolare e cioè “l’apparente sovrapposizione" fra secondo periodo didattico del primo livello (di competenza dei CPIA) e primo periodo didattico del secondo livello (di competenza delle Istituzioni Scolastiche). Spero con ciò di porre un punto fermo su una questione che in questo anno scolastico ha creato non poca confusione tra gli ambiti di pertinenza dei due livelli, inducendoli ad una insana competizione in luogo dell'auspicata sinergia ed innescando, attraverso errate interpretazioni della norma, situazioni a volte illegali e, soprattutto, giocate sulla pelle degli ignari utenti.

Il prof. AMELIO, a proposito del rapporto tra i due periodi, ha esordito dicendo di voler dare prima una risposta a mo' di slogan e poi una articolata e quindi sostiene che: «I due periodi sono DISTINTI ma non DISTANTI». Ciò detto passa a spiegare almeno tre motivi di distinzione:

1. Il secondo periodo didattico dei percorsi di primo livello è TERMINALE ed è finalizzato al conseguimento della certificazione attestante l'acquisizione delle competenze di base connesse all'obbligo d'istruzione. Invece, il primo periodo didattico dei percorsi di secondo livello è INIZIALE ed è finalizzato all’acquisizione della certificazione necessaria al proseguimento nel secondo biennio (secondo periodo) dei percorsi di istruzione Tecnica e Professionale in relazione alla specializzazione scelta
dallo studente. Quindi la prima differenza è di finalità. Si sottolinea che il secondo periodo didattico dei percorsi di primo livello è CONCLUSIVO di una conclusività particolare (si direbbe prevista ma non auspicata) giacché il legislatore ha pensato ad una filiera formativa (I e II Livello) il cui obiettivo principale, per elevare il livello d'istruzione degli adulti, sarebbe il Diploma di scuola superiore. Dobbiamo diplomare, l’obiettivo è quello! Anzi occorrerebbe andare ancora oltre e pensare all'alta formazione Universitaria secondo gli ultimi obiettivi Europei per il 2020 (40% di adulti laureati). Quindi il primo periodo didattico del secondo livello diventa essenziale per INIZIARE il percorso formativo che porta al diploma. La differente finalità comporta ovviamente anche una progettazione dell’attività formativa completamente diversa.

2. Le attività e gli insegnamenti del secondo periodo didattico dei percorsi di primo livello si riferiscono agli assi culturali, hanno una durata pari a 825 ore e sono affidati ai docenti delle classi di concorso della scuola secondaria di primo grado. Invece, le attività e gli insegnamenti del primo periodo didattico dei percorsi di secondo livello sono affidate ai docenti delle classi di concorso della scuola secondaria di secondo grado e per un monte ore decisamente superiore, pari al 70% delle ore previste per il corrispondente primo biennio del corso diurno e che accorpa anche il corposo monte ore dell'area di indirizzo. Quindi viene ribadita l’importanza di finalizzare le attività didattiche dell’area generale del primo periodo del secondo livello insieme a quelle dell'area di indirizzo alla creazione del "pilastro formativo" su cui poter poggiare il proseguimento del percorso per raggiungere il diploma.

3. Le competenze previste a conclusione del secondo periodo didattico dei percorsi di primo livello concorrono al raggiungimento dei risultati di apprendimento dell'asse culturale di riferimento. Viceversa, le competenze previste a conclusione del primo periodo didattico dei percorsi di secondo livello concorrono al raggiungimento dei risultati di apprendimento, per le discipline di riferimento, attesi al termine del percorso quinquennale. Cioè se si considerano le 16 competenze di base e si vede come sono declinate in termini di risultati di apprendimento nei percorsi di primo e di secondo livello si scoprono differenze fondamentali giacché per il primo livello sono risultati di apprendimento finalizzati ad una alfabetizzazione funzionale, cioè a mettere l’adulto in condizioni di essere un cittadino in grado di esercitare attivamente la sua cittadinanza; mentre, per il secondo livello, sono risultati di apprendimento che lasciano il posto a tipi di competenze molto più disciplinari, necessari e coerenti con i saperi tipici della professione cui il diploma si riferisce.

Quindi, dimostrato che i due periodi sono distinti e che la distinzione nasce dalla necessità di dare risposte a bisogni specifici, AMELIO prosegue ponendo l'attenzione sul fatto che comunque non sono distanti esistendo una relazione tra le competenze e pertanto qualora un adulto che abbia concluso il percorso di primo livello dovesse decidere di proseguire gli studi occorrerà poter riconoscere il sapere in qualche modo acquisito. Ma questo deve essere considerato un caso speciale, una situazione estrema qualora l'adulto non abbia trovato nella rete territoriale del proprio CPIA nemmeno un primo periodo di secondo livello. Di norma la Commissione del CPIA deve orientare subito l'adulto, che ne abbia titolo, verso i percorsi di secondo livello e non deve cercare di trattenerlo a tutti i costi in un secondo periodo di primo livello giacché l’obiettivo primario deve essere sempre il diploma.

In conclusione dalla risposta del prof. AMELIO discendono almeno due conseguenze:

1. I CPIA devono favorire e non ostacolare l'orientamento degli adulti verso i percorsi di secondo livello a partire dal primo periodo didattico completo per agevolare il successo formativo che conduce ad un diploma di scuola superiore. Lavorando in sinergia con le Istituzione Scolastiche in rete presso cui sono incardinati i percorsi di secondo livello.

2. Gli Uffici Scolastici Regionali sono tenuti ad assegnare gli organici per il primo periodo didattico dei percorsi di secondo livello alle Istituzioni Scolastiche che hanno la prerogativa di certificare il superamento del primo periodo consentendo il proseguimento degli studi fino al diploma.

(*) Docente presso il Corso Serale Progetto SIRIO – dell'IISS "G. Marconi" di Bari

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