Istituto comprensivo “M. Rossi” di Sciacca: alunni, docenti e famiglie al lavoro per promuovere l’inclusione. Svolgimento quinta edizione premio Aurora

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Il premio, istituito dalla stessa famiglia, sei anni or sono, in memoria della loro figlia, è rivolto a quegli studenti e a quelle studentesse che, nel corso dell’anno scolastico, si sono impegnati in opere di solidarietà sociale e distinti in azioni concrete di inclusione e di Bontà.

Il Collegio docenti dell’I.C. “M. Rossi”, come ogni anno, ha accolto con vero entusiasmo il desiderio espresso dai genitori di Aurora, prof.ssa Campione e dott. Pinelli, di proseguire l’esperienza già consolidata della Borsa di studio intestata alla loro figlia, della quale tutti ne parlano mostrando una luce particolare negli occhi, facendo comprendere che l’esperienza vissuta da chi ha avuto l’opportunità di starle vicino, quando lei frequentava la prima classe della scuola secondaria di I grado dell’Istituto, è stata unica ed irripetibile: un vero momento di crescita umana, sociale e di grande formazione, in particolare per gli alunni.

Siamo giunti, afferma il dirigente scolastico dott.ssa Paola Triolo, alla Quinta Edizione del Premio, che vede gli alunni delle classi della scuola secondaria impegnati in attività volte alla promozione della “cultura dell’accoglienza” in quanto, come scuola, crediamo nell’alto valore sociale della solidarietà e dell’inclusività. Le finalità del premio, rientranti nella progettualità dell’Istituto, sono volte all’incentivazione e valorizzazione nei ragazzi di comportamenti ed atteggiamenti positivi, proattivi, prosociali, quali la generosità, il senso civico e di responsabilità.

La Borsa di studio Aurora, prosegue la dirigente Paola Triolo, consistente nella devoluzione cumulativa di un premio in denaro, quest’anno è stata assegnata a nove studenti, individuati dai docenti dei rispettivi Consigli di classe, secondo i criteri stabiliti dall’apposita commissione, composta dalle professoresse Brunetta Sabrina e Piccione Maria, che ringraziamo per l’impegno e la passione profusi nell’organizzazione di questo complesso ed importante evento. Al lavoro delle due professoresse si aggiunge quello di tutte le componenti scolastiche, che hanno partecipato attivamente al progetto afferente al Premio che, nel corrente anno scolastico, si è arricchito di nuove attività ed incontri di sensibilizzazione alla cultura dell’inclusività, avvenuti nei giorni 10-11 maggio e condotti da Niki Leonetti, promotore del progetto “Si Può fare…perché no”, con alunni, docenti e genitori.

Queste le significative parole rivolte dalla dirigente scolastica agli allievi premiati: “Eccellere a scuola significa costruire la propria ricchezza, esempi positivi come il vostro sono sicuramente da imitare e non dimenticare, perché la solidarietà e la bontà siano valori condivisi tra i giovani e nell’intera comunità. Siate, quindi, di esempio e di aiuto, continuate su questa strada”. La stessa ha poi citato Pablo Picasso:

Pablo Picasso scriveva: “Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere”. Dunquenon dobbiamo combattere l’alterità, ciò che è “altro” da noi, ma dobbiamo superare lo stigma e parlare, piuttosto, di UNICITA’ come unica è stata Aurora e come unica è la mamma della stessa, una donna dall’animo eccezionalmente ed umanamente aperto al mondo dei giovani, specie quelli in difficoltà, per i quali si è sempre adoperata con umiltà e generosità”.

Noi educatori, conclude la dirigente scolastica, siamo consapevoli che, in questa attuale società liquida – come la definisce Bauman – nella quale predominano individualismo, consumismo, egoismo, egocentrismo, violenza e discriminazione, sia possibile abbattere le barriere mentali ed essere altruisti, essere “fuoriclasse in solidarietà”, così come recita lo slogan del premio Aurora, grazie agli esempi virtuosi e a una sinergia coinvolgente tutte le agenzie educative formali, non formali ed informali. Basterebbe, in una sola parola, Amare, così come hanno fatto Aurora e i suoi splendidi genitori. L’odierna multiformità, con la quale le problematiche della diversità si manifestano nelle classi, impone alla scuola un cambiamento: il superamento di modelli didattici e organizzativi uniformi e lineari, destinati ad un alunno standard, medio e astratto, in favore di approcci flessibili adeguati ai bisogni formativi speciali dei singoli studenti. La qualità della scuola si misura sulla sua capacità di sviluppare processi inclusivi di apprendimento, offrendo risposte adeguate ed efficaci a tutti e a ciascuno e, quindi, il riconoscimento della “diversità” come valore e delle “differenze” come risorsa. Se l’integrazione è uno statol’inclusione è un processo, una cornice entro cui tutte le condizioni possono essere valorizzate, rispettate e fornite di opportunità a scuola e fuori di essa.

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