Istituti Professionali, Rete Nazionale: l’autonomia deve realizzarsi all’interno di uno standard nazionale di riferimento

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comunicato Rete Nazionale  Istituti Professionali di Stato per i Servizi Commerciali- La nuova riforma degli Istituti professionali, dettata dal Dlgs 61/2017, prevede la revisione dei profili culturali e professionali dei diplomati e ne ridefinisce le competenze per meglio adattarle alle mutate
richieste del mondo del lavoro o per la prosecuzione degli studi.

Il nuovo modello formativo è improntato al principio della personalizzazione dei percorsi, della flessibilità e autonomia delle scuole, per cui si rende necessaria la collaborazione per la definizione del
profilo in uscita tra MIUR e le istituzioni scolastiche, già concepite come laboratori di ricerca e di sperimentazione e, quindi, in grado di offrire esperienze e buone pratiche.

Di conseguenza è diventato indispensabile, laddove già non erano presenti e funzionanti, la costituzione di reti di scopo, di indirizzo e/o di filiera, sia a livello regionale sia a livello nazionale.

Gli istituti professionali statali dei servizi commerciali, costituiti in rete a livello regionale e nazionale, la cui formalizzazione a livello nazionale avverrà il prossimo 6 dicembre, hanno contribuito costruttivamente con il MIUR per la definizione dei nuovi profili e quadri orari mettendo a disposizione competenze, esperienze e risorse umane.

Le proposte elaborate dalla nascente Rete, che tengono conto delle realtà e richieste dei territori e soprattutto della necessità di offrire reali sbocchi lavorativi ai giovani, sono state condivise da tutti gli istituti riunitisi, provenienti da quasi tutte le regioni di Italia e puntano a confermare il percorso esistente Servizi Commerciali e dei Servizi Commerciali con opzione Promozione Commerciale e Pubblicitaria, rinnovandone i contenuti.

La richiesta delle istituzioni scolastiche si esplicita con la necessità di mantenere distinti i due percorsi quinquennali attraverso il profilo in uscita con doppia specializzazione. Inoltre si chiede fermamente che la gestione degli spazi di autonomia e flessibilità, rinnovati dal sopracitato Dlgs. 61/2017, avvenga all’interno di un quadro di riferimento nazionale che garantisca un’offerta formativa efficace e distinta tanto da quella dei tecnici quanto da quella della formazione professionale, quest’ultima in capo alle
Regioni. Al riguardo si chiede che tali spazi possano davvero essere resi disponibili attraverso una determinazione degli organici coerente con la proposta del profilo, con la doppia specializzazione, già presentata dagli istituti della Rete.

In particolare, si ribadisce che, la flessibilità e l’autonomia riconosciute alle singole istituzioni scolastiche si devono concretizzare attraverso le scelte collegiali di ogni singola scuola relativamente a competenze e percorsi formativi che si incardinino però all’interno di quadri orari e discipline definiti con chiarezza dal Ministero, esplicitandone le classi di concorso, in rispetto a quanto richiesto dagli istituti scolastici già dall’inizio della collaborazione con il Miur.

In un contesto di attuale incertezza nell’attuazione delle autonomie, si manifesta la preoccupazione per l’identità degli istituti professionali statali, i cui profili sono stati rimaneggiati più volte negli ultimi anni, a differenza degli altri ordini scolastici. Proprio per la funzione, riconosciuta alle scuole dal D.P.R. n. 275/1999, i profili e i quadri orari previsti dalla nuova revisione degli istituti professionali, devono attuarsi all’interno di uno standard nazionale di riferimento come avviene per tutti gli altri ordinamenti, quali i licei e gli istituti tecnici.

Treviso, 13 novembre 2017

Per conto della Rete Nazionale
f.to il Dirigente Scolastico
Sandra Messina

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