Istituti professionali non soddisfano gli studenti. I risultati di AlmaDiploma

di redazione
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Il 25 per cento degli studenti degli istituti professionali a un anno dal diploma è ancora disoccupato.

Dopo tre anni, la percentuale scende al 14%. Il dato assume maggiore rilevanza, perché l’indirizzo scolastico professionale dovrebbe essere quello di passaggio più diretto nel mondo del lavoro rispetto agli altri tipi di istruzione secondaria di secondo grado.

A scattare questa fotografia è stato l’ultimo rapporto di AlmaDiploma, i cui dati sono stati riportati anche dal quotidiano Repubblica.it.

Al termine dell’esame di Stato, la maturità, gli studenti degli istituti professionali si dichiarano pentiti della scelta, più di quanto si registra fra chi sceglie di proseguire gli studi nei licei o negli istituti tecnici. Nel complesso, il 43,9% se potesse tornare indietro non farebbe la stessa scelta. A volte la scelta si rivela sbagliata nell’indirizzo (8,6%) ma non nell’istituto comprensivo; in altri casi (11,6%) la critica riguarda proprio la scuola e non l’indirizzo; nel 23,7% dei casi si cambierebbe sia la scuola che l’indirizzo.

Fra i motivi dell’errore nella valutazione su come proseguire gli studi, c’è anche l’età ancora immatura dello studente che a 13 o 14 anni si ritrova a dover scegliere cosa fare da grande.

Un momento molto delicato della vita dello studente – ha commentato Mauro Borsarini, presidente di AlmaDiploma – che raramente ha raggiunto la maturità necessaria per compiere una scelta consapevole“.

Il 19,8% degli studenti preferisce cominciare a lavorare nei dodici mesi dal diploma, mentre è del 66,8% la percentuale di chi sceglie di proseguire la sua formazione in un ateneo e fra questi il 15,7% lo fa lavorando.

Fra le motivazioni di chi opta per l’Università quasi la maggior parte (45%) è legata ad avere maggiori opportunità di lavoro; nel 30,2% prevale l’accrescimento del proprio livello culturale; il 22% vede la laurea come necessità per trovare un lavoro.

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