Istituti professionali Lombardia cancellati? E i 70mila tra docenti, dirigenti e personale ATA?

di Lucrezia Di Dio
ipsef

Nel corso del convegno “Accendere i fari sull’Istruzione e Formazione professionale” dello scorso 23 giugno, Valentina Aprea, assessore per la regione Lombardia ha affermato che gli istituti professionali statali andrebbero cancellati.

Nel corso del convegno “Accendere i fari sull’Istruzione e Formazione professionale” dello scorso 23 giugno, Valentina Aprea, assessore per la regione Lombardia ha affermato che gli istituti professionali statali andrebbero cancellati.

Gli istituti professionali in Lombardia accolgono il 13% del totale degli studenti della regione, ragazzi con debolezze già all’uscita dalle scuole medie e con percentuali molto alte di ritardi negli studi (oltre alla presenza di numerosi studenti stranieri); tutti studenti cui bisogna dare una risposta di istruzione e formazione non finalizzata soltanto alla qualifica professionale.




Si dovrebbe studiare un sistema di confluenza verso un sistema unitario che superi il doppio sistema professionale in italia permettendo un sistema unitario tra Istituti Professionali e Istruzione e Formazione Professionale con erogazione da parte degli IPS e di altre istituzioni formative.

Anche perchè i 70mila tra insegnanti, dirigenti scolastici e personale amministrativo, tecnico e ausiliario degli istituti professionali potrebbero trovarsi dall’oggi al domani a far parte dell’organico di potenziamento attraverso la legge 107 del 2015, ma i 500mila studenti come sarebbero tutelati?

La FlcCgil ha definito la proposta di Valentina Aprea come la “soluzione finale” degli  istituti professionali  che già dopo il riordino del 2010 ha visto una drastica riduzione della didattica frontale e delle attività di laboratorio.

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