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Istituti professionali: le novità per la geografia dal 2018/19. Chi potrà insegnarla tra i docenti di ruolo, i titoli di accesso per i precari

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Un post di Paola Pepe pubblicato dall’Associazione Italiana Insegnanti Geografia (AIGG), a commento delle novità introdotte dal Decreto legislativo n. 61/2017 che dall’a.s. 2017/18 riforma gli istituti professionali, a partire dai quadri orari, adesso strutturati per “assi”.

Con un apposita scheda il Ministero ha illustrato le novità più salienti Istituti professionali: nuovi indirizzi, materie aggregate per assi culturali, più insegnanti tecnico pratici. Cosa cambia dal 2018/19

NUOVAORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA

  • Nuovi indirizzi: si passa da 6 a 11. Il profilo dei nuovi indirizzi è stato predisposto in modo innovativo e sempre più coerente con il sistema produttivo che caratterizza il “Made in Italy”.
  • Un nuovo modello didattico, basato sulla personalizzazione, sull’uso diffuso ed intelligente dei laboratori, su un’integrazione piena tra competenze, abilità e conoscenze.
  • Una didattica orientativa, finalizzata ad accompagnare e indirizzare le studentesse e gli studenti in tutto il corso di studi.
  • Maggiore flessibilità.
  • Materie aggregate per assi culturali.
  • Un biennio sostanzialmente unitario, seguito da un triennio finalizzato all’approfondimento della formazione dello studente.

La geografia, presente nel primo bienio, è inserita nell’asse storico sociale, insieme a Storia e Diritto ed economia.

Ogni istituto dovrà decidere quante ore assegnare a ciascuna di queste discipline, fermo restando che ogni disciplina non può essere decurtata di più del 20% del monte ore annuale.

Teoricamente quindi l’insegnamento della disciplina potrebbe avere un monte orario superiore a quello attuale. Tuttavia bisognerà anche tener conto dell’esigenza di non creare sovrannumero tra il personale della scuola, e questo potrebbe favorire le altre due discipline.

Tutto dipende anche da come i collegi motivano e pensano il nuovo modello didattico, che ha come obiettivo l’integrazione piena tra competenze, abilità e conoscenze.

Per questi motivi l’AIGG teme che ancora una volta Geografia possa essere trattata come l'”ancella” delle discipline e non avere quel riconoscimento che teoricamente le spetterebbe.

Leggi l’intervento integrale

CHI POTRA’ INSEGNARE GEOGRAFIA

Sarà molto attesa la circolare relativa alla costituzione degli organici per l’a.s. 2018/19 anche per capire a quali classi di concorso sarà attribuito l’insegnamento.

Ricordiamo infatti che

il TAR ha accolto nello scorso mese di novembre 2017 il ricorso dei docenti di Geografia che si sono rivolti al TAR per porre fine all’atipicità dell’insegnamento di Geografia, escludendo quindi da tale insegnamento negli Istituti Tecnici e Professionali i colleghi di Italiano e Scienze non in possesso di abilitazione per Geografia. Nuove classi di concorso: docenti di Lettere e Scienze non hanno diritto a insegnare Geografia negli Istituti Tecnici e Professionali. La sentenza ferme restando le sentenze che avevano già accolto le richieste dei docenti della classe di concorso ex A060 Insegnamento geografia spetta anche a docenti 60/A. Lettera

TITOLI PER L’ACCESSO ALLA CLASSE DI CONCORSO

I titoli di accesso alla classe di concorso sono indicati dal DPR 19/2016 e dalla successiva integrazione del dm 259/2017.

Coloro i quali, all’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, sono in possesso di titoli di studio validi per l’accesso alle classi di concorso ai sensi del DM 39/98 e successive modifiche e integrazioni e del DM 22/2005 e successive modifiche e integrazioni possono partecipare alle prove di accesso ai percorsi di tirocinio formativo attivo di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249 (leggasi concorso 2018 ndr) e presentare domanda di inserimento nelle graduatorie di Istituto per le corrispondenti nuove classi di concorso, come definite nelle tabelle A e B allegate al DPR n.19 del 14 febbraio 2016

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