Istituti aperti il pomeriggio? Il ministro Carrozza ci stupisca: ripristini i 200mila posti tagliati dalla Gelmini.

di Lalla
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Ufficio Stampa Anief – Pacifico (Anief-Confedir): è un passaggio ineludibile per garantire il tempo pieno e rilanciare l’apprendistato.

Ufficio Stampa Anief – Pacifico (Anief-Confedir): è un passaggio ineludibile per garantire il tempo pieno e rilanciare l’apprendistato.

“Aprire le scuole al territorio, lasciando che vengano frequentate il pomeriggio, sino alla sera, non è un’impresa facile: se anche il ministro Carrozza non vuole limitarsi alla politica degli annunci dei suoi predecessori, allora provveda a ripristinare gli organici dell’anno scolastico 2005/06”. A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir alla scuola e ai quadri, dopo che il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza è tornato a ribadire la volontà di vincere la dispersione cominciando “a tenere aperte le scuole anche di pomeriggio”.

“L’unico modo per tornare ad un modello di scuola valido e competitivo – sostiene Pacifico – è quello di ripristinare quel tempo pieno e prolungato che tutto il mondo ci invidiava prima che il duo Gelmini-Tremonti lo cancellasse attraverso la legge 133 de 2008. Contemporaneamente, occorre promuovere una seria riforma dell’apprendistato. Solo in questo modo, con queste due novità, sarà possibile tornare a dare alla scuola il ruolo centrale di formazione delle nuove generazioni e di apprendimento permanente per gli adulti”.

Il sindacato ritiene giusto aprire gli istituti scolastici di pomeriggio, facendoli così diventare dei poli di riferimento e di crescita per la cittadinanza. Ma occorrono strumenti, risorse ed un’adeguata quantità di personale. Mentre negli ultimi cinque anni sono stati tagliati 200mila docenti e Ata. Senza di loro sarebbe impossibile organizzare dei turni, anche solo di didattica alternativa, di assistenza e sorveglianza, oltre l’attuale orario curricolare.

Pensare di procedere verso un rilancio del settore dell’istruzione, senza rivedere un’organizzazione diversa in termini di risorse e strumenti, comporterebbe invece un sicuro fallimento. Lo stesso che ha portato negli ultimi anni a ridurre sensibilmente sia il tempo scuola curricolare, sia quello extra curricolare, limitando sempre più le iniziative di accompagnamento di crescita degli alunni. E rimandando, nel contempo, il progetto di miglioramento delle esperienze di apprendistato, passaggio ineludibile per il salto qualitativo del sistema di alternanza scuola-lavoro.

“Tutte le ricerche realizzate per ridare slancio all’occupazione – continua Pacifico – passano per una formazione di alto livello, arricchita da esperienze di lavoro. È l’unico modo per combattere quella piaga della disoccupazione, che tra i giovani ha toccato il 40%. Per questi motivi – conclude il rappresentante Anief e Confedir – il sindacato si attende dal Ministro che il primo vero provvedimento a favore della scuola sia quello di tornare agli organici di otto anni fa: passaggio ineludibile per un apprendimento delle competenze finalmente adeguato al mercato professionale moderno”.

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